Subliminal Pop Concept

Quando hanno spiegato le mezze misure, ero assente.

ABOUT:


subliminalpop[AT]hotmail[DOT]com


LAVORARE:

Al momento serve solo a pagare bollette e affitto.


IN CONSOLLE:

09/03 - Prima membro del compianto soundsystem Warm My Mind, adesso propone dj set in solitaria che spaziano dall'indie al rock fino all'elettronica, a seconda delle occasioni e delle situazioni.


ON AIR:

11/06 - Ogni mercoledì, dalle 22 alle 23, conduce il programma radiofonico: SubliminalPop in effemme.
Sulla frequenza 89.4 di Ciao Como Radio e in streaming qui o qui.
(In replica la domenica a mezzanotte)



SCRIVERE:

??/02 - Un racconto, Jack, pubblicato nell'antologia dei finalisti al Premio Letterario Internazionale Il Molinello.
??/03 - Una poesia, Se il ceppo non si spacca a metà, pubblicata nell'antologia dei finalisti al Premio Montagna Viva.

01/04 - Un racconto, Work in progress, pubblicato nella raccolta di autori under 30 "Dammi Spazio". Pubblicata dalla casa editrice Il foglio ad inaugurazione dell'omonima collana (ISBN 88-88515-78-X).

04/04 - Una poesia, Gummo Flash, pubblicata insieme a una breve biografia, nella sezione New Talent's Lab del mensile Kult.
10/04 - Un racconto, Giuoco calcio, pubblicato (qui), da quelli di FaM.
03/05 - Una poesia, Anima, pubblicata nell'antologia "Navigando nelle parole" delle Edizioni Il Filo (ISBN 88-7842-087-5)
03/06 - Una poesia, Lineamenti, pubblicata nell'antologia "Poeti lombardi", edita dalla Giulio Perrone Editore (ISBN 88-6004-035-3).

03/07 - Un racconto, Condizioni Binarie, pubblicato nell'antologia "Tempo Scaduto", edita dalla Eumeswil Edizioni (ISBN 88-8937-819-0).



° ° ° ° ° ° ° ° ° ° °


ASCOLTO...

Why? - Alopecia
Girls In Hawaii - Plan your escape
Laura Marling - Alas I Cannot Swim
Someone Still Loves You, Boris Yeltsin - Pershing
Tokyo Police Club - Elephant Shell
Portishead - Third
Russian Red - Kiss my elbow
Notwist - The devil, you + me
Yuppie Flu - Fragile forest
Electric President - Sleep well
The Last Shadow Puppets - The age of understatement
Adem - Takes
Death Cab For Cutie - Narrow stairs
Islands - Arm's way
Santogold - Santogold
Cajun Dance Party - The Colourful Life
Mojomatics - Don't pretend that you know me
Afterhours - I milanesi ammazzano il sabato
The Lodger - Life is sweet
Kawada - Shaving Your Beard On A Nice White Cloud
Fake p - Fake P
Shearwater - Rook
Lo Fine - Not for us two
Eight Legs - Searching for the simple life
Mates Of State - Re-arrange us
Le Luci Della Centrale Elettrica - Canzoni da spiaggia deturpata
Bonnie "Prince" Billy - Lie Down in the Light
Wolf Parade - At Mount Zoomer
Ratatat - LP3
Tilly And The Wall - O
Deerhunter - Microcastle
Broken Social Scene Presents Brendan Canning
Sigur Ros - Með Suð í Eyrum Við Spilum Endalaust
Haley Bonar - Big star
The Little Ones - Morning tide
This is Ivy League - om.
Albert Hammond Jr. - Como Te Llama
Yann Tiersen - Tabarly (ost)
The Rural Alberta Advantage - Hometowns
Friska Viljor - Tour de hearts
Eef Barzelay - Lose Big
The Rascals - Rascalize
2sleepy - Art fraud
Black Kids - Partie Traumatic
Damien Jurado - Caught In The Trees
CSS - Donkey
Beck - Modern Guilt

LEGGO...

BOHUMIL HRABAL - Una solitudine troppo rumorosa RICK MOODY - The diviners

LETIZIA MURATORI - La vita in comune MARIO SANTAGOSTINI - Versi del malanimo

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subpop in effemme





 

 
venerdì, agosto 31, 2007


... e qualche segnalazione  ...
 
Sabato 1 settembre
 
Como e dintorni - @
Parolario
21.00 - Incontro con l’autore: Wu Ming "Manituana".
22.30 - "Pontiac. Storia di una rivolta". Reading musicale collegato al
romanzo di Wu Ming con Egle Sommacal (ex-Massimo Volume e Ulan Bator), Paul Pieretto (Settlefish), Stefano Pilia (Three Quarter Had Been Eliminated), Federico Oppi (Settlefish), batteria.
 
Milano e dintorni - serata con alcuni bloggers (tra i quali
Enzo e Tommy) in consolle all'Open Space di Milano, via Vetere 14, dalle 18.00.
 


 
Domenica 2 settembre
 
Como e dintorni - @
Parolario
19.30 - Incontro con l’autore: Ornela Vorpsi "La mano che non mordi" (romanzo che ha già un suo posto nella mia classifica 2007).
Siccome
lui, che lavora nell'ambito della rassegna, dovrà andarla a prendere all'aeroporto, probabile che decida di fare il terzo incomodo e magari ammorbarla con qualche mia teoria lettararia.

Postato da: subliminalpop alle 15:42 | link | commenti (1)
appuntamenti, video

DOVE ANDREMO A FINIRE ?
(due frasi che le mie orecchie hanno avuto l'onore, ma anche l'onere, di sentire ieri sera)
 
1) Mio fratello ha regalato 40 lilium viola alla sua ragazza per fare pace, perche aveva letto su Men's Health che è il modo migliore per un risultato assicurato.
 
2) Ma certo, il vinile (indicando la borsetta di una sua amica che ne aveva due a scopo decorativo sui rispettivi lati) racchiude la cultura sociale degli ultimi 70 anni.

Postato da: subliminalpop alle 12:51 | link | commenti (5)

da “Gli uomini in generale mi piacciono molto” di Véronique Ovaldé – minimumfax
 
E’ stato il silenzio a svegliarmi quella notte. Un silenzio frusciante, un silenzio di città, pieno dei nostri motori intimi, il brusio dei meccanismi, il ronzio delle zanzare e i colpi d’ala di una mosca contro i vetri. Sentivo la strada e il sibilo dei pneumatici, le sirene lontane e le migliaia di crepitii delle televisioni degli insonni, sentivo l’acqua che batteva nella doccia e i messaggi che si registravano nel segreto dei cavi telefonici, che attraversavano il mio spazio circostante, che mi attraversavano per seguire il loro corso. Ascoltavo la notte d’estate con il suo palpito irregolare.
*
Alla scuola dove andavamo ogni tanto – quando mio padre non temeva troppo la tubercolosi, quando era partito per i suoi giri d’ispezione, e mamma voleva ancora riuscire a fare di noi dei bambini nonostante tutto normali -, i ragazzi non mettevano mai la lingua tra le cosce delle ragazze. Mi sono detta, è strano che capiti a me, forse perché la mamma è morta, forse perché il mondo e le sue rivoluzioni si invertono silenziosamente, questo fa di me una troia, sono diventata una puttana? Ho circondato il collo del mio amante – amante, una parola di due taglie troppo grande, spiacenti signorina non abbiamo la sua taglia, ritorni tra cinque anni – con le mie braccia di ragazzina e siamo rimasti così ad aspettare che il mio fratellino si risvegliasse.
*
So benissimo che rivedere Yoim adesso, avvicinarmi così tanto, significa ritrovarmi di nuovo satellite e perduta.
*
I passerotti di disperdono, posso avvicinarmi, Samuel?, alza la testa e io misuro finalmente la gioia che ha di vedermi, vado verso di lui, mi prende la mano, non vuole abbracciarmi qui, buongiorno, dice – e ancora una volta lo trovo incredibile, Samuel mi dice buongiorno anche se mi ha già visto stamattina, forse non è il vero Samuel, provatemelo, dite qualcosa che sia nostra intima, che nessuno a parte Samuel potrebbe sapere, ma mi correggo, non devo mai dimenticare che Samuel, la sera, prima di addormentarsi accanto a me, quando mi accarezza i capelli e comunque non sembra uno pronto a battersela, Samuel mi dice, arrivederci, e poi non so che succede, ma lascia il suo corpo, è sicuro, abbandonandolo alla mia destra; il resto di ciò che lo compone se la svigna per la notte molto lontano o molto al di sopra delle su spoglie, è per questo motivo che assume sempre un’aria seriosa un po’ goffa per dirmi arrivederci e mai buonanotte.
*
… la sua voce come la pioggia di marzo, che mi penetrava e mi prometteva una fioritura tardiva.
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Non mi è piaciuto, né la scrittura (peccato perché in certi passaggi diventa molto lirica) né la storia, entrambi troppo a margine.

Postato da: subliminalpop alle 12:26 | link | commenti
libri, letteratura, ovaldè

giovedì, agosto 30, 2007

3 x 2
 
Alaska In Winter - Dance party in the Balkans 
 
 Alaska In Winter – Balkan low rider anthem (medley) Lovely lovely love
 
 
 
Alaska In Winter - Rain on every weekend
 
 
 
Maritime - Heresy and the hotel choir 
 
 Maritime – Be unhappy
 
 
 
 Maritime - Guns of Navarone
 
 
 
The Rumble Strips - Girls and weather 
 
 The Rumble Strips - Time
 
 
 
 
The Rumble Strips – Clouds
  
 

Postato da: subliminalpop alle 11:09 | link | commenti (1)
musica, 3x2

L’abitudine è un potente isolante.
 
Samuel Beckett

Postato da: subliminalpop alle 09:29 | link | commenti
citazioni, letteratura

mercoledì, agosto 29, 2007


 

Postato da: subliminalpop alle 13:39 | link | commenti (1)
video

RICETTE A TEMPO PERSO
 
Preparazione:
- 6/8 mesi di decantazione illusoria (pochi)
- 2 mesi di smaltimento delusione (molto pochi)
 
Ingredienti:
- Ore e ore e ore di lettura e osservazione.
- Svariati fogli sparsi accumulati con appunti, trame abbozzate, frasi, dialoghi incompleti, ecc.
 
Ieri notte, dopo aver svuotato il posacenere strapieno e passato tre ore davanti al pc con il risultato di qualche timida correzione e un paio di righe nuove, mi sentivo come uno stitico che contempla la tazza immacolata una volta alzatosi con le gambe mezze addormentate per la prolungata posizione.
 
Sdraiato a letto cercavo di consolarmi dicendomi che è sempre stato così, le mie stagioni fertili (giusto per andare contro natura) sono l’autunno e l’inverno. Calcolavo che mancano ancora due mesi per la cottura ideale, anche se il calcolo non è propriamente esatto (ma altrimenti non ne esco più). Pensavo che tutto questo non è altro e solo che un sordido palliativo.
 
Poi, prima di addormentarmi, mi è venuto in mente quando la settimana scorsa qualcuno, non ricordo se in un’intervista letta su un giornale/rivista o alla televisione mentre lavavo i piatti, diceva che tutti hanno un proprio talento, deve solo capitare quel momento nella vita in grado di portarlo alla luce, renderlo palese al possessore in modo tale da poterlo coltivare per poi esprimerlo.
“Io non sono per niente d’accordo!”, è stato il mio primo e ancora attuale pensiero a riguardo.

Postato da: subliminalpop alle 09:32 | link | commenti (2)
me myself and i

martedì, agosto 28, 2007

da “Poesie” di Bertolt Brecht
(prima parte)
 
Meditando, mi dicono, sull’inferno
il fratel mio Shelley trovò ch’era un luogo
pressappoco simile alla città di Londra. Io
che non vivo a Londra, ma a Los Angeles,
trovo, meditando sull’inferno, che deve
ancor più assomigliare a Los Angeles.
 
Anche all’inferno
ci sono, non ne dubito, questi giardini lussureggianti
con fiori grandi come alberi, che però assopiscono
senza indugio se non si annaffiano con acqua carissima. E mercati
con carrettate di frutta, che però
non ha odore né sapore. E interminabili file di auto
più leggere della loro ombra, più veloci
di stolti pensieri, veicoli luccicanti in cui
gente rosea, che non viene da nessuna parte, non va da nessuna parte.
E case, costruite per uomini felici, quindi vuote anche se abitate.
 
Anche all’inferno le case non sono tutte brutte.
Ma la paura di essere gettati per strada
divora gli abitanti delle ville non meno
di quelli delle baracche.
 
*
 
DA LEGGERE IL MATTINO E LA SERA
 
Quello che amo
mi ha detto
che ha bisogno di me.
 
Per questo
ho cura di me stessa
guardo dove cammino e
temo che ogni goccia di pioggia
mi possa uccidere.
 
*
 
PIACERI
 
Il primo sguardo dalla finestra al mattino
il vecchio libro ritrovato
volti entusiasti
neve, il mutare delle stagioni
il giornale
il cane
la dialettica
fare la doccia, nuotare
musica antica
scarpe comode
capire
musica moderna
scrivere, piantare
viaggiare
cantare
essere gentili.
 
*
 
Quando nella bianca stanza d’ospedale della Charité
mi svegliai verso il mattino
e udii il merlo cantare
mi resi conto: da tempo
non avevo più paura della morte. Poiché
nulla può più mancarmi, posto
che io manchi. Ora
riuscivo a rallegrarmi di tutti
i canti di merli anche dopo di me.

Postato da: subliminalpop alle 15:05 | link | commenti (2)
poesia, libri, brecht

IN VISIONE
 
The Hottest State
(U.S.A. - 2006)
 
di Ethan Hawke
con Catalina Sandino Moreno, Laura Linney, Sonia Braga, Ethan Hawke, Mark Webber, Michelle Williams
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Genere esistenziale (a me piace sempre), ma anche un po’ troppo giovanilista, forse ormai è tardi per me.
Il film comunque mi è piaciuto abbastanza.
“E’ che a volte incontri una persona e capisci che qualunque cosa hai fatto prima non può essere sbagliata, perché ti ha portato a quella persona…”.
 
 
 
Closer
(U.S.A. - 2004)
 
di Mike Nichols
con Julia Roberts, Jude Law, Natalie Portman, Clive Owen
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Genere esistenziale (a me piace sempre), ma anche un po’ troppo adulto, forse è ancora presto per me.
Il film comunque non mi è piaciuto molto.
Io l’ho trovato troppo asettico, troppo educato, soprattutto perché la materia trattata dovrebbe essere MOLTO più “pulsante”.

Postato da: subliminalpop alle 09:36 | link | commenti (5)
film, in visione

lunedì, agosto 27, 2007

PROSSIMAMENTE
(Milano e dintorni)
 
01/09 "Pontiac. Storia di una rivolta". Reading musicale collegato al romanzo di Wu Ming con Egle Sommacal (ex-Massimo Volume e Ulan Bator), Paul Pieretto (Settlefish), Stefano Pilia (Three Quarter Had Been Eliminated), Federico Oppi (Settlefish), batteria - Parolario (CO)
 
08/09 Skream + Howie B & more - Magnolia (MI)
19/09 Rooney - Transilvania (MI)
23/10 Caribou - Rocket (MI) - ?
24/09 Architecture in Helsinki - Transilvania (MI)
25/09 Stars - Rainbow (MI)
25/09 Joanna Newsom - La Casa 139 (MI) - ?
 
07/10 Lucky Soul - Transilvania (MI)
14/10 Ani DiFranco - Rolling Stone (MI)
30/10 !!! - Magazzini Generali (MI)
 
12/11 Asobi Seksu - Transilvania (MI)
13/11 Interpol + Blonde Redhead - Alcatraz (MI)
15/11 The Go! Team - Magazzini Generali (MI)
21/11 The National - Transilvania (MI)
24/11 Rufus Wainwright - Conservatorio Verdi (MI)
 
03/12 Mùm - Magazzini Generali (MI)
  
[guardiamo più in là che oggi, primo giorno di lavoro, è meglio...]

Postato da: subliminalpop alle 15:24 | link | commenti (3)
musica, appuntamenti, concerto

da “United stories of America” di VV.AA. – minimumfax
 
Insieme al buio, calava sulla città una pioggia leggera che rendeva i suoi passi acquosi e incerti, imbeveva dell’ammaliante tepore di bevande fumanti, di conversazioni segrete, di una felicità quasi tangibile i caffè affollati delle vie più animate da cui era passato, faceva sprofondare in una tetraggine pantanosa e fradicia i vicoli deserti di negozi dai battenti chiusi che stava ora percorrendo.
*
Di recente ho notato il modo in cui il tempo si espande e si restringe quasi senza avvisarti: a volte rifletto per giorni su una certa ora, altre volte i fatti di anni vengono compressi in attimi, come macchi di colore in un ventaglio chiuso.
*
Le sole che riesce a trovare sono quelle che non va a cercare.
*
Il suo sorriso è un mosaico malfatto di denti. Le vene gli percorrono gli avambracci come formazioni di radici.
*
Frank mi guardò con un profondo senso di frustrazione , un’espressione a cui negli ultimi anni avevo fatto l’abitudine. Immaginavo il suo stato mentale come uno di quei sogni in cui è necessario fare o dire qualcosa, e le mani o la voce non rispondono al comando di eseguire le azioni necessarie. Oppure insistono a comportarsi in modo del tutto contrario alle tue intenzioni.
*
Camminavo per strada con un libro in tasca, crogiolandomi nel sole d’inverno e osservando le vetrine progettate per farti venir voglia di cambiare vita o perlomeno lucidare la tua fino a farla brillare.
*
Anche a mio fratello Birju l’America piaceva. “L’America è così pulita”, diceva. “In India quando uno vede un angolino pulito pensa: meglio che ci sputo, prima che lo faccia qualcun altro”.
*
Ma che cosa sono i figli? Freschi e carini da giovani; ignari della loro natura mortale; si rotolano nell’erba alta con quelle loro gambe d’alabastro; cerbiatti, dolci cerbiatti tutti quanti, luminosi nella loro plasticità da sogno, a proprio agio con la natura apparentemente semplice del loro mondo.
E poi, un breve mezzo secolo più tardi: eccoli in un ospizio dell’Arizona, che sbavano addosso a qualche povera infermiera messicana.
*
Ora tutto è diverso. Ora lei è ritta sulla soglia della stanza del suo corpo, nel vano della porta. Guarda il letto come attraverso un obiettivo. Quante persone sono morte lì? Le lenzuola vengono sempre cambiate, ma i materassi serbano ricordi. Sta guardando il suo corpo, che non corrisponde bene alle impronte lasciate dagli altri corpi, non corrisponde bene all’impronta del suo corpo. Non ha mai desiderato essere una madre o una moglie, ed è felice di non esserlo diventata. E’ felice di non avere mai posseduto una polizza sulla vita, e nemmeno un calendario. Ma vorrebbe che qualcuno con il suo nome rispondesse a molte domande personali.
*
Esistono quattro tipi di odio. C’è l’odio che si esprime come tale, apertamente. E’ il tipo migliore. C’è l’odio che diventa autocommiserazione. Molto utile se usato bene. C’è l’odio che si esplica in altre forme di aggressione. Molto oneroso e molto controproducente, molto difficile da modificare. E poi c’è l’odio che si trasforma in colpa e poi in gentilezza asfissiante. Si identifica con il suo contrario. Praticamente ingestibile.
*
… e nel fiorire della mia intelligenza tra 10 alla trentaduesima anni da adesso, quando il nostro universo deciderà di accartocciarsi, la mia personalità balzerà attraverso un buco nero e si farà trasportare in una dimensione di meraviglie inimmaginabili dove ciò che mi confortava sulla terra versione 1.0 – le tagliatelle al ragù, il gelato al pistacchio, i primi dischi dei Velvet Underground, la pelle abbronzata e serica sopra la morbida architettura di un paio di glutei sulla ventina – mi sembrerà risibile e infantile come i cubetti da costruzione per bambini, il latte in polvere, nascondino.
*
Il colore del cielo sembra cemento fresco, e l’aria ha per la prima volta un impercettibile senso di freddo metallico, un che di autunnale.
*
… perchè erano anch’essi intrappolati nei loro sogni, e nei sogni non ci si cura della riservatezza.
*
… ho chiuso gli occhi con tanta forza che per alcuni secondi ho smesso effettivamente di esistere.
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Troppo varia per poterne dare un giudizio complessivo e poi certi pezzi sono tratti da romanzi, cosa che a me non dice molto, quindi anche il piacere è stato altalenante, sicuramente però molto lontano dall’effetto sortito da Burned Children Of America.
Tra i migliori racconti: Dove l’Est incontra l’Ovest, La risposta e Quella prima volta, Procreate generate, Danza spettrale, Casa in fiamme, O Tannenbaum.

Postato da: subliminalpop alle 09:45 | link | commenti
libri, letteratura

venerdì, agosto 24, 2007

Foto by NNMAROCCO '07
 
Il Viaggio
(già troppi giorni fa)
 
Dopo essere atterrati all’aeroporto di Marrakesh e aver trovato sistemazione per la prima notte, si decide di fare un giro per impattare con la nostra nuova realtà per le prossime tre settimane. Va bene, ma 48/50° gradi sono come un muro di cemento armato! (per fortuna nei giorni successivi la temperatura non raggiungerà mai quei livelli)
 
La prima settimana viene percorsa in treno (Marrakesh-Rabat-Asilah-Meknès-Fès) perché un amico ci aveva detto che era il modo migliore per compiere quel tratto. Peccato che lui ci sia stato in dicembre, d’estate la lamiera del convoglio è come una grande casseruola e ogni due/tre ore bisogna fare un sosta di trenta minuti circa: la locomotiva deve raffreddarsi!
 
Ancora una volta, durante un viaggio, mi è venuta l’idea che l’unico animale domestico che mi piacerebbe avere è un geco.
 
Foto by NNIn macchina (tutto il resto del viaggio) invece nessun problema, mai usata l’aria condizionata e anche se posso capire che di notte non dev’essere molto facile guidare in Marocco (lampioni manco a sognarli e le strade a due corsie in Italia sarebbe catalogate come minimo a una e mezza), non mi sembra che i marocchini siano poi così spericolati al volante, ho visto di peggio in giro per il mondo (vuoi anche per quelle Mercedes anni ’80 che ti domandi come facciano a non disintegrarsi all’ennesima buca).
 
Per ben due volte, a distanza di qualche giorno e di alcune centinaia di chilometri, ho rivisto la stessa persona che mi ha terribilmente ricordato una sua sosia italiana.
 
In Marocco non si mangia male, anche se dopo un po’, a frequentare quei locali che non rientrano alla voce “prezzi medi/elevati”, la scelta si riduce a un tris: tajine, couscous & brochette (quindi nel 90% dei casi carne). Inoltre hanno una strana concezione del tovagliolo (se presente, molto spesso un pezzo di carta normalissima) e altre volte addirittura delle posate (anche se fare una cena a base di pesce alla griglia per l’irrisoria cifra di 2 euro, usando le mani e come piatto un foglio di giornale, per me sarà una delle situazioni che ricorderò con più piacere).
La birra in Marocco è difficile da trovare (solo nei grandi ristoranti o in rarissimi negozi presenti nelle città più turistiche), ma sinceramente questo è stato solo un bene, soprattutto economico.
 
I marocchini sono molto loquaci e amichevoli, certo, nel 99% dei casi lo fanno perché sperano di venderti qualcosa o offrirti un servizio, ma la cosa più importante è che il loro sorriso non scompare quando tu rifiuti l’offerta.
Foto by NNIn più mi hanno dato l’impressione, non so se sbagliata o fuorviante, di essere un popolo molto legato tra di loro, dotati di una forte identità nazionale, in grado di aiutarsi solo perché nati nello stesso paese.
 
Tra le cose che più mi hanno colpito, parzialmente voglio sottolineare: l’umanità fumante della piazza Djemaa el-Fna alla sera a Marrakesh, la spiaggia del Paradiso ad Asilah, il signore che ci ha lasciato i posti in treno (Asilah-Meknès) molto tempo prima della sua stazione e quello che si è messo a pregare nello scompartimento, il primo ragazzo-guida incontrato a Fès e la medina di Fès, Bibì e Abdel e “feel free like a bird in the sky or a fish in the sea”, la strada che passa da Ketama (farmer Johnson) arrivando a Chefchaouen, la sensazione “da pueblo” avvertita il terzo giorno di permanenza a Mirleft e i relativi personaggi che iniziavano a prendere identità, La Cupola a Meknès, i tetti e le terrazze (ovunque), i sorteggi per chi si doveva prendere il letto piccolo o solo materasso o senza cuscino o quello vicino al cesso, i suoni del deserto, la domanda che mi sono auto-posto una sera scatenando la classica discussione tra fattoni sugli ultimi 15 anni musicali, l’aperitivo + tramonto dell’ultimo giorno sul tetto di Essaouira.
 
I compagni di viaggio se la sono cavata quasi sempre bene e spero di aver fatto altrettanto.
 
Il Ritorno
(qualche giorno fa)
 
All’arrivo all’aeroporto di Orio Al Serio (BG) ho avuto la netta sensazione che per molti versi non ci sia poi questa gran differenza tra il Marocco e l’Italia, anche qui molto spesso vige la regola del “arrangiamoci un po’ come viene”. Lo sbarco è durato molto ed è stato assurdamente comico per due motivi. Prima la scusa che saremmo scesi a piccoli gruppi, in modo tale da far controllare bene i bagagli a mano (astenersi narcotrafficanti alle prime armi) e ovviamente non c’era la minima traccia di forze d’ordine sulla pista, ma non solo, l’unico cane presente nelle vicinanze del metaldetector (che alcuni hanno passato e altri no?!?) era in gabbia.
Poi lasciando che si formasse una calca disumana davanti a una comunissima porta antipanico in una saletta, dove erano stati ammassati tutti i bagagli (sembrava di dover ricevere delle razioni di beni di prima necessità).
 
Incontrare subito, sotto casa, la tua vicina del piano di sopra che ti dice - “Ciao, bello tornare dalle ferie, eh?” – e tu che inconsciamente rispondi – “Sì” – quando invece dentro di te pensi – “Bella, bella merda”.Foto by NN
 
Trovare tre buste nella buca delle lettere: la bolletta del gas, quella della luce e l’estratto conto (nemmeno aperto quest’ultimo, direttamente archiviato).
 
In viaggio, come sempre, ho cercato di impormi una serie di buoni propositi*, traguardi, per il ritorno e l’autunno alle porte. Adesso sono tre giorni che piove e la temperatura si abbassa gradualmente, che sia già giunto il momento di dare concretezza all’aria circolata nella mia testa?
 
* Tra i tanti, uno dei più banali è eliminare la prima sigaretta del mattino, trascinarla almeno fino in strada una volta uscito di casa. Perché fumo sì per vizio e piacere, ma anche per quella sottile e costante sensazione di disagio con la quale convivo. Mi ritrovo a fare un’azione e intanto mi domando se sia quella giusta, penso se non sarebbe stato meglio scegliere la busta numero 2 o giocarmi addirittura il jolly. In tutti questi momenti, quindi sempre, mi accenderei una sigaretta. Per mettere una distanza: tra me e la persona, tra me e l’azione, tra me e il momento, il tempo.
(per fortuna, bene o male, riesco a vivere lo stesso, altrimenti sarei nella fossa già da tempo)
 
 
°°°
Calexico – Ocean of noise (Arcade Fire cover)**
 
** Una delle tracce più ascoltate in viaggio.

Postato da: subliminalpop alle 11:57 | link | commenti (8)
me myself and i

giovedì, agosto 23, 2007

3 x 2
(come back! di già?)
 
… Music Video? - Now that my TV has wings I'll never be lonely *
 
 … Music Video? – Another random tragedy
 
 
 
 … Music Video? – The day I exploded
 
 
 
Vampire Weekend - Vampire Weekend 
 
 Vampire Weekend – Walcott
 
 
 
 Vampire Weekend - Campus
 
 
 
Aesop Rock – None shall pass 
 
 Aesop Rock – Five fingers **
 
 
 
 Aesop Rock – 39 thieves
 



* Gran bel titolo l'album.
** Era da secoli che non mi piaceva così tanto una canzone rap.

 

Postato da: subliminalpop alle 12:16 | link | commenti (3)
musica, 3x2

mercoledì, agosto 22, 2007

da “Ballo di famiglia” di David Leavitt – Mondadori
 
Clelia si teneva a galla nella tiepida acqua azzurra della piscina dei genitori di Nathan. E’ una domenica senza nubi di fine giugno, il sole è alto e caldo. Celia sta osservando le ombre proiettate sul fondo della piscina dalle onde che lei solleva – pulsazioni di luce e di buio la cui esistenza è frenetica, così diversa dal calmo sciabordio delle onde che riflettono. Celia è al centro. Le onde si irradiano da dove lei batte l’acqua, con le braccia e le gambe che si muovono istintivamente come quelle di un bambino sospeso nell’aria. Vicino alle porte finestre della biblioteca, Nathan e Andrew, i suoi migliori amici, stanno ballando un pezzo con un ritmo da disco music e le parole in tedesco diffuse da un paio di diffusori, alti più di mezzo metro e sistemati a ciascun capo della biblioteca. I diffusori ricordano a Clelia le basi di una grossa tela che sua madre usava per il suo arazzo di macramé, ma sa che a dispetto della loro semplicità, o forse proprio per questo, valgono migliaia di dollari ciascuno, e rappresentano il massimo della tecnologia.
[…]
Non sente nient’altro che il rumore del filtro della piscina – un ronzio umido.
[…]
Celia tiene la testa china. Sembra che le sue gambe stiano guizzando fuori dall’esistenza, stiano nuotando via insieme alle piccole onde.
*
E se il destino delle madri era quello di non aspettarsi niente in cambio, il destino dei figli era dunque quello di non restituire niente?
*
“Un concorso di bellezza per cani?” dice Wayne.
“Mamma, dobbiamo proprio…”
“Penso che sia una prerogativa delle madri imbarazzare il proprio figlio” dice Mrs. Campbell e sorride.
*
La nostra casa quella sera era buia e poco accogliente, come se fosse sospettosa di noi.
*
Lydia sorride. “Be’” dice, “è colpa mia e di nessun altro. Sai, quando tuo padre mi disse per la prima volta che voleva il divorzio, precisò che le cose potevano essere semplicemente difficili, o maledettamente difficili. Stava a me scegliere. E così ho pensato di scegliere la prima delle due possibilità. E poi ho anche fatto lo sbaglio di pensare che se lo assecondavo e non gli creavo dei problemi, per lo meno si sarebbe comportato lealmente.”
“Mamma” dice Mark. “Che cosa ti aspettavi?”
“Mi aspettavo che la gente si comportasse in modo adulto” dice lei. “Mi aspettavo che si comportasse onestamente.” Si gira a guardare dalla finestra, col viso scuro. La tavola è cosparsa di cartine di gomme da masticare.
“Posso aiutarti?” chiede Mark.
Lei ride. “Tuo padre sarebbe felice di sentirti dire questo” fa lei. “Mi ha detto fin dall’inizio: lascerò che i ragazzi mi odino. Che si mettano contro di me. Così saranno tutti dalla tua parte. Era schifosamente pronto al sacrificio. No, non puoi aiutarmi, perché mi è rimasto ancora un po’ d’orgoglio.”
*
Il cortile enorme è pieno della luce fredda del New Jersey, elegante come se fosse rifratta dalla superficie di una perla.
*
Crescere da froci è una cosa strana. Non impari mai niente dai corpi dei ragazzi perché hai paura di quello che puoi provare e non impari niente dai corpi delle ragazze perché hai paura di quello che non proverai. E così, la prima volta che vai a letto con qualcuno, è come se ti accorgessi per la prima volta di un corpo.
*
“Fa un sacco di bene ai manifestanti. Fa un sacco di bene al mondo vedere della gente che non si vergogna di essere chi è.”
“Questo non è chi sono io” dice Nathan. “Forse è parte di quello che sono ma non è chi sono.” Si gira e guarda il roseto fuori dalla finestra. “Ma non capisci” dice “che è una questione privata?”
“In qualsiasi battaglia per la libertà di identità non ci può essere una distinzione tra il privato e il politico.”
*
Non le venne mai in mente di poter essere “diversa” nel modo intenso e romantico di Nathan. Lei era semplicemente sola, e mentre la solitudine di Nathan era qualcosa che lo nobilitava, la sua era soltanto una cosa da compiangere.
*
“La mamma crede nella tradizione” dice piano Douglas, ripetendo una frase che hanno sentito da lei migliaia di volte.
“La tradizione può diventare ripetizione” dice Ellen, “quando finisci per attaccarti a qualcosa solo perché hai paura di lasciarla andare.” Scuote la testa. “Per quanto mi riguarda, sono pronta a lasciarla andare”.
*
“Povero Nathan” dice. “Sai dov’è adesso? E’ nella camera dei suoi genitori, raggomitolato come un bambino piccolo, se ne sta lì sdraiato, su quel letto enorme. E’ lì che va quando si sente piccolo; in un posto dove è piccolo davvero.”
*
Ammiro le donne che scuotono la testa e dicono: “Dove andremo a finire?” E proprio grazie a loro, spero che ci fermeremo prima di arrivarci.
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Che abbia quel tipo di visione, di scrittura (saper descrivere delle vite intere in pochi giorni o addirittura ore di fatti), che a me piace particolarmente, non c’è dubbio. Che la raccolta sia più che buona, nemmeno. Forse, unica pecca, ci sono troppe similitudini tra personaggi e trame nei vari racconti. Tra i migliori: Contando i mesi, il cottage perduto, Devota e Ballo di famiglia.

Postato da: subliminalpop alle 11:51 | link | commenti (2)
libri, letteratura, leavitt

martedì, agosto 21, 2007

Postato da: subliminalpop alle 12:06 | link | commenti (3)
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