Subliminal Pop Concept

Quando hanno spiegato le mezze misure, ero assente.

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ON AIR:

Ogni martedì, dalle 22 alle 23, conduce il programma radiofonico: SubliminalPop in effemme.
Sulla frequenza 89.4 di Ciao Como Radio e in streaming qui o qui.
(In replica la domenica a mezzanotte) - TRANSMISSION STOPPED



SCRIVERE:

??/02 - Un racconto, Jack, pubblicato nell'antologia dei finalisti al Premio Letterario Internazionale Il Molinello.
??/03 - Una poesia, Se il ceppo non si spacca a metà, pubblicata nell'antologia dei finalisti al Premio Montagna Viva.

01/04 - Un racconto, Work in progress, pubblicato nella raccolta di autori under 30 "Dammi Spazio". Pubblicata dalla casa editrice Il foglio ad inaugurazione dell'omonima collana (ISBN 88-88515-78-X).

04/04 - Una poesia, Gummo Flash, pubblicata insieme a una breve biografia, nella sezione New Talent's Lab del mensile Kult.
10/04 - Un racconto, Giuoco calcio, pubblicato (qui), da quelli di FaM.
03/05 - Una poesia, Anima, pubblicata nell'antologia "Navigando nelle parole" delle Edizioni Il Filo (ISBN 88-7842-087-5)
03/06 - Una poesia, Lineamenti, pubblicata nell'antologia "Poeti lombardi", edita dalla Giulio Perrone Editore (ISBN 88-6004-035-3).

03/07 - Un racconto, Condizioni Binarie, pubblicato nell'antologia "Tempo Scaduto", edita dalla Eumeswil Edizioni (ISBN 88-8937-819-0).



° ° ° ° ° ° ° ° ° ° °


ASCOLTO...

My Latest Novel - Deaths & Entrances
Danger Mouse and Sparklehorse - Dark Night Of The Soul
Sébastien Schuller - Evenfall
The Rumble Strips - Welcome To The Walk Alone
Let's Wrestle - In The Court Of The Wrestling Let's
Sunset Rubdown - Dragonslayer
One Hundred Hurricanes - 60 Years Under The Stars
The Dodos - Time To Die
Noah and The Whale - The first day of spring
Lisa Mitchell - Wonder
The Films - Oh, Scorpio
Lightning Dust - Infinite light
Concept: Bravery - The trouble with pretending
Why? - Eskimo snow
Arctic Monkeys - Humbug
The XX - XX
Maps - Turning the mind
Eight Legs - The electric kool-aid cuckoo nest
Port-Royal - Dying in time
Islands - Vapours
Kings Of Convenience - Declaration Of Dependance
Brunori Sas - Vol.1
Emily Jane White - Victorian America
VV.AA. - Five Years of Hyperdub
Built To Spill - There Is No Enemy
Friska Viljor - For New Beginnings
The Swell Season - Strict Joy
Annie Hall - Carousel
Julian Casablancas - Phrazes For The Young
Lou Barlow - Goodnight Unknown
Local Natives - Gorilla Manor
Ola Podrida - Belly of the Lion

LEGGO...

GIORGIO VASTA - Il tempo materiale E.M. CIORAN - Mon cher ami. Lettere a Mario Andrea Rigoni

MAURIZIO CORONA - Aspro e dolce ITALO CALVINO - Il sentiero dei nidi di ragno


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subpop in effemme





 

 
mercoledì, aprile 30, 2008

Postato da: subliminalpop alle 12:13 | link | commenti (1)
video

da “Stai tranquilla, io sto bene” di Olivier Adam – minimumfax
 
Forse lo sta giudicando un po’ troppo in fretta. Quel tizio ha il diritto di sentirsi solo, di fare il filo a una troia bionda se gli va, pur sapendo che non ne caverà nulla, pur vivendo in anticipo la brutalità del mattino dopo.
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Autore del quale ho precedentemente letto un romanzo stupendo (Scogliera) e una raccolta di racconti non tanto buona (Passare l’inverno), e appunto una caratteristica della sua scrittura che mi aveva fatto parzialmente riabilitare quei racconti, in questo caso fa l’effetto contrario, perché la storia di questo romanzo non sembra mai venire veramente alla luce, lasciando a fine lettura la sensazione che tante pagine non abbiano fatto il costante lavorio di scolpire che in realtà avrebbero dovuto.

Postato da: subliminalpop alle 09:11 | link | commenti
libri, letteratura, adam

martedì, aprile 29, 2008

IN VISIONE
   
Gone baby gone
(U.S.A. - 2006)
 
di Ben Affleck
con Casey Affleck, Michelle Monaghan, Morgan Freeman, Ed Harris, John Ashton, Amy Ryan, Amy Madigan, Titus Welliver
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Piacevole sorpresa la prima prova alla regia di Ben Affleck, anche se forse nel finale calca troppo la mano sul “duello morale”.
 
 
Waking life
(U.S.A. - 2001)
 
di Richard Linklater
 
Postilla squisitamente PERSONALE
In bilico tra “pippe mentali/grafiche” e “pregevolissimi spunti per spingersi oltre”, ovviamente io propendo per la seconda ipotesi, anche se non è molto indicato da guardare un sabato notte dopo che il giorno l’hai passato cercando di sistemarti nel migliore dei modi sul patibolo. 
 
Nazirock
(Italia - 2008)
 
di Claudio Lazzaro
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Meglio io non dica niente, altrimenti potrebbe uscire il lato più bestialmente feroce che c’è in me.
 
 
 
 
 
 
 
Il passaggio della linea
(Italia - 2007)
 
di Pietro Marcello
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Immagini stupende, una vita assurda e tante altre come "sottofondo" che passano via rapide.
 
 
 
 
 

Postato da: subliminalpop alle 09:26 | link | commenti (5)
film, in visione

lunedì, aprile 28, 2008

da “Motel life” di Willy Vlautin – Fazi Editore
 
Non sapevo cosa fare né dove andare, ero così stanco. Come se qualsiasi idea bella o brutta che mi era passata per la testa fosse volata via.
*
“Non fare stupidaggini”.
“Ci sto provando”, dissi.
“Non è che voglio darti dei consigli, figliolo, ma tu mi piaci. E’ la mentalità, il tuo modo di pensare che mi preoccupa. Pensi come un fallito, fin da quando è morta tua madre. Io non ti ho visto per più o meno cinque anni, quindi per quanto ne so fumi cocaina o ti fai le pere, ma sento che non è così. Sento che sei ancora un ragazzo a posto, ma sei incastrato nella stessa routine in cui eri quando hai smesso di lavorare per me. Bevi con tuo fratello e gli amici, pazzeggi, perdi tempo. Non sei uno stronzo qualsiasi. Eri un bravo giocatore di baseball, lavoravi sodo. Hai mai avuto una ragazza?”.
“Sì”.
“Allora sei capace di amare. E qualche ragazza pensa che tu sei un tipo a posto. Non sei un perdente, figliolo, ma se continui a comportarti da perdente non so cosa può succedere. Ho solo questo da dirti: non devi prendere decisioni pensando che sei un ladruncolo; prendile pensando che sei un grnd’uomo, o perlomeno un buonuomo. E non fare il coniglio. C’è tutto un mondo là fuori. Se non apri gli occhi non lo vedrai mai. Okay, figliolo, basta così. E’ tutto quello che ho da dirti.
*
In estate andavamo giù al fiume Truckee e di sera, appena dopo il tramonto, cercavamo un punto profondo e andavamo a nuotare insieme. Avevamo intorno la città, la gente e il traffico, le luci dei casinò e il rumore, ma era come se per noi andasse tutto bene, come se tutto fosse perfetto, come se fossimo le uniche due persone al mondo importanti, le uniche che potevano vedere quanto erano belle le luci della città.
*
Continuavo a sperare. Perché avere la speranza è meglio che non avere niente del tutto.
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Bellissimo romanzo che grazie a una scrittura asciutta, essenziale ed a una capacità di cristallizzare gli attimi, riesce nel difficile compito di avvolgere una storia viva, dura e cruda con un abbraccio di malinconica dolcezza.

Postato da: subliminalpop alle 09:29 | link | commenti
libri, letteratura, vlautin

venerdì, aprile 25, 2008

Postato da: subliminalpop alle 13:39 | link | commenti (2)
video

giovedì, aprile 24, 2008

PUNTATA DEL 23.04.08
 
Son Lux – Weapons (At war with walls and mazes)
Northern Lite – I can’t believe (Super black)
 
Jason Choi – Reminder (Leave the night behind)
Kay Kay and His Weathered Underground – Hey momma (om.)
 
Dropkick – You didn’t make it (Dot the I)
Envelopes – My fren (Demon)
 
The Cobbs – When the morning comes (Sings the deathcapades)
 
Let’s Wrestle – I’m ok you’re ok (In loving memory of…)
The Black Keys – Strange times (Attack & release)
 
The Courteeners - No you didn’y no you don’t (St. Jude)
Bombay Bicycle Club – Cancel on me (om.)
 
Adem – Loro (Takes)
Russian Red – Cigarettes (I love your glasses)
 
Mike Hale – Easy come easy go (Broken with no hope)
Scott Matthew – In the end (Scott Matthew) 
 
[On-Air ogni mercoledì (in replica la domenica a mezzanotte) dalle 22 alle 23, sulla freuqenza 89.4 di
Ciao Como Radio e in streaming qui o qui]

Postato da: subliminalpop alle 08:13 | link | commenti
subpop in effemme

mercoledì, aprile 23, 2008

3 x 2
 
Russian Red - I love your glasses *
 
 Russian Red – No past land

 
 
 Russian Red – They don't believe

 
 
Forest City Lovers - Haunting moon sinking 
 Forest City Lovers – Pirates (can't all sail the indian ocean)

 
 
 
 Forest City Lovers – Orphans

 
Langhorne Slim - Diamonds and gold 
 
 Langhorne Slim – Worries

 
 
 Langhorne Slim – Spinning compass
 
 

* Siccome questo è un disco che nelle ultime settimane gira spesso nel mio lettore, se volete saperne di più, oggi ne parla anche lui.

Postato da: subliminalpop alle 09:01 | link | commenti (3)
musica, 3x2

martedì, aprile 22, 2008

da “Il fallimento riuscito” di Zadie Smith - Internazionale di dicembre 2007
 
Uno scrittore non dice “non ho svolto ricerche abbastanza accurate”, o “credevo che Casablanca fosse in Tunisia”, o “tendo a reificare l’idea del femminile”. O almeno non considera centrale questo genere di problemi. Allo scrittore interessa vedere se e come ciò che ha scritto rivela oppure tradisce il meglio o il peggio di sé. Gli scrittori, per esempio, pensano che spesso quelle che agli altri sembrano scelte estetiche sbagliate contengono una dimensione etica. Gli scrittori sanno che tra l’idea platonica di romanzo e il romanzo vero e proprio c’è sempre di mezzo quel rompiscatole dell’io; vanitoso, illuso, miope, vigliacco, compromesso. Eco perché scrivere è l’arte che mette in discussione l’artista: perché l’arte da sola non basta a rendere grande un romanzo.
*
Lo stile non è una glassa che ricopre un insipido pandispagna letterario, né il prodotto incontrollabile di qualche misterioso meccanismo linguistico. E’ invece una necessità personale, l’unica espressione possibile di una particolare coscienza. Lo stile è il modo in cui ogni scrittore dice la verità. Con questo metro, il successo o il fallimento letterario dipendono non soltanto dalla raffinatezza delle parole scritte su una pagina, ma dalla raffinatezza di una coscienza: quello che Aristotele chiamava l’educazione dei sentimenti.
*
Quando scrivo cerco di esprimere il mio modo di essere nel mondo. Si tratta principalmente di un processo di eliminazione. Una volta eliminate tutte le parole morte, i dogmi di seconda mano, le verità che non tue ma di altri, i motti, gli slogan, le sfacciate bugie del tuo paese, i miti della tua epoca storica; un volta tolto di mezzo tutto ciò che deforma l’esperienza e le fa assumere un aspetto che non riconosci e in cui non credi, quello che ti resta è qualcosa che si avvicina alla verità della tua concezione. E’ questo che cerco quando leggo un romanzo: la verità di una persona, nella misura in cui il linguaggio può restituirla.
*
Il motivo per cui i grandi romanzi si contano sulle dita di una mano è che adempiere al dovere di cui ho parlato – il dovere di trasmettere con esattezza la verità della propria concezione – è un’impresa difficilissima. Se ogni trent’anni la gente si lamenta perché sono stati pubblicati pochi buoni romanzi, è perché in realtà ne sono stati scritti pochi. In narrativa il genio è sempre stato, e sempre sarò, estremamente raro. E il motivo è che dire la verità della propria concezione – considerata la natura del nostro mondo mediato, considerata la natura condivisa e ambivalente della lingua, considerata la natura sfuggente, ingannevole illusa dell’io – richiede davvero un genio, esige davvero dal suo artefice un’integrità estetica ed etica che solo a pensarci ti vengono le lacrime agli occhi.
 
Zadie Smith
 
Il primo nemico dell’eccellenza nella moralità (e anche nell’arte) è la fantasia personale, il tessuto di desiderio e sogni megalomani e consolatori che ci impedisce di vedere cosa c’è al di fuori di noi […]. Questo non è facile e richiede, nell’arte o nella morale, una disciplina. Si potrebbe dire che l’arte è un’ottima analogia della morale, o meglio che è, da questo punto di vista, un caso di morale.
*
E’ incredibilmente difficile convincersi che gli altri esistano come esistiamo noi. Accettare questa fondamentale verità è la grande sfida della nostra arte, ma è anche la sfida della nostra vita.
 
Iris Murdoch

Postato da: subliminalpop alle 10:00 | link | commenti (3)
letteratura

lunedì, aprile 21, 2008

X & Y
(analisi)

X: Tu non sei proprio quello che si definirebbe un ragazzo molto espansivo.

Y: Guarda, credo tanto quanto una colonscopia.

Postato da: subliminalpop alle 11:31 | link | commenti (9)
x y

da “Mysterious skin” di Scott Heim – Playground
 
Mi ero allontanato di corsa dalla casa quando avevo visto la luna, arancione, quasi elettrica, impantanata fra nuvole vaporose come palloni a elio, pronta a esplodere in un milione di schegge.
*
Lei russava, e il suo respiro era pesante e si posava come velluto sul mio orecchio.
*
La Camera di Commercio svettava imponente al centro di una serie di edifici, una fibbia sulla cintura della strada.
*
Anche se all’epoca era difficile riuscire a capirlo, l’unica cosa che desideravo era ripeterlo. Avrei voluto rifarlo per il resto dei miei giorni. Avrei visto il sesso ovunque, le se particelle si sarebbero conficcate in ogni molecola saturando tutto ciò che odoravo, assaggiavo e toccavo.
*
Parlò così lentamente che fra le sue parole avrebbero potuto formarsi le ragnatele.
*
Stavano succedendo cose incredibili. L’estate evaporava, depositando i suoi resti in mucchi di foglie turbinanti, linfa gocciolante dagli alberi e scheletriche matasse di arbusti secchi trascinati dal vento che rimbalzavano per le strade della città.
*
“E’ il momento” dissi. “Parla.” Il momento proibito era arrivato; Neil avrebbe raccontato la sua storia. Ancora prima che aprisse la bocca ferita, sapevo cosa avrebbe detto. Lo sapevo con la stessa sicurezza con cui conoscevo la mia famiglia, me stesso, e mentre parlava, sembrava che la sua storia fosse già finita, ero già al riparo, in un posto caldo e sicuro, stavo già ricordando le sue parole.
*
Quando cominciammo a vedere i cartelli per l’aeroporto internazionale di Wichita, la gran parte della giornata era già andata in fumo, era rimasto solo un crepuscolo senza colore. Da quando avevamo imboccato la statale, non avevamo scambiato più di qualche parola. Sapevo che tutti pensavano la stessa cosa: che direzione avrebbero preso le nostre vite? Il pensiero sembrava un po’ troppo melodrammatico e allora mi concentrai sulla strada, sui campi di grano, sui sentieri polverosi che portavano a fattoria dopo fattoria.
 
Postilla squisitamente PERSONALE
In questo libro si parla di famiglie allo sbando, abusi sessuali su minori, emarginazione, droghe e alcolismo, senza però spingere l’acceleratore né sul lato morboso e nemmeno su quello drammatico, ed è proprio questa la forza del romanzo di Heim, saper amalgamare l’incanto giovanile con la durezza della confusione adolescenziale, con in sottofondo una sorta di sicura disillusione adulta.

Postato da: subliminalpop alle 09:19 | link | commenti
libri, letteratura, heim

venerdì, aprile 18, 2008

Postato da: subliminalpop alle 14:03 | link | commenti (2)
video

giovedì, aprile 17, 2008

PUNTATA DEL 16.04.08
 
Yuppie Flu – The night and I (Fragile Forest)
Misophone – It’s good to be alive (Where has it gone, all the beautiful music of our grandparents?)
 
The Mumlers – Hush (Tickets & stitches)
Angus and Julia Stone – Another day (A book like this)
 
Pomegranates – The bellhop (Everything is alive)
Sheboygan – Time machine (It’s ok say yes)
 
Boy Kill Boy – Promises (Stars and the sea)
 
The Ghost Frequency – Never before I have seen a man alive
Absent Kid – Retaliate first (Misadventure)
 
Tokio Police Club – Your english is good (Elephant shell)
Mystery Jets – First to know (Twenty one)
 
M83 – Graveyard girl (Saturdays = youth)
Kalli – It’s over (While the city sleeps)
 
Postishead – Magic doors (Third)
Balmorhea – Baleen morning (Rivers arms)
 
 
[On-Air ogni mercoledì (in replica la domenica a mezzanotte) dalle 22 alle 23, sulla freuqenza 89.4 di
Ciao Como Radio e in streaming qui o qui]

Postato da: subliminalpop alle 09:04 | link | commenti (2)
subpop in effemme

mercoledì, aprile 16, 2008

Postato da: subliminalpop alle 14:08 | link | commenti
video

IN VISIONE
   
Soffio
(Corea del Sud - 2007)
 
di Ki-duk Kim
con Ki-duk Kim, Chang Chen, Jung-woo Ha, Park Ji-a
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Non ho ancora capito se in questo film abbia percepito poesia estrema o naturale alienazione moderna.
 
 
 
 
La ragazza del lago
(Italia - 2007)
 
di Andrea Molaioli
con Valeria Golino, Toni Servillo, Omero Antonutti, Anna Bonaiuto, Fabrizio Gifuni, Fausto Maria Sciarappa, Heidi Caldart
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Proprio brutto, colonna sonora di Teho Teardo esclusa.
 
 
 
 
In questo mondo libero
(Gran Bretagna, Italia, Germania, Spagna - 2007)
 
di Ken Loach
con Kierston Wareing, Juliet Ellis, Leslaw Zurek, Faruk Pruti, Branko Tomovic, Serge Soric, Radoslaw Kaim, Frank Gilhooley, Raymond Mearns, Steve Lorrigan
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Bello spaccato di società odierna, però che noia.

Postato da: subliminalpop alle 09:18 | link | commenti (4)
film, in visione

martedì, aprile 15, 2008

INTERESSE/INTERESSATO/INTERESSANTE
 
Un portico già deserto alle otto e mezza di sera, sotto il quale scorrono vetrine buie di negozi già chiusi e un paio di bar che stanno per fare altrettanto. Lo stesso sotto il quale sta per passare anche lui, come capita tutti i martedì, più o meno alla stessa ora. Orecchie insonorizzante da auricolari e passo insolitamente compassato, visto che ieri è tornato a casa alle quattro di mattina.
Alla fine delle piccole e ingrigite volte c’è il bar d’angolo, quello con i tavolini e le sedie verdi, che si affaccia su una piazza diventata anonima da quando è stata ristrutturata qualche anno fa, appositamente per turisti di mezza età scottati dal sole e in cerca dell’effetto cartolina da portare a casa dentro a macchine fotografiche digitali.
Oggi lì fuori non c’è il solito ragazzo cinese che mette in strada i sacchi della spazzatura chiacchierando con un gruppo di connazionali suoi amici, ma la ragazza dai capelli scuri e lo sguardo dolce, quella che da un po’ evidentemente non faceva il turno serale. Sta fumando una sigaretta e armeggia con il cellulare.
Lui non è che ci abbia mai fatto caso particolarmente, ne all’uno ne all’altra, nonostante la routine del suo passare da lì, però questa sera qualcosa immediatamente sembra diverso. Senza rendersene conto e forse incoraggiato dalla stanchezza che abbassa le barriere, più si avvicina e la distanza si riduce, più i suoi occhi non sembrano essere in grado di mettere a fuoco altro, quasi volesse sfidare quelli di lei ancora diretti verso un blu innaturale tra gli sbiaditi colori circostanti. 
Dieci passi ancora e anche lei alza lo sguardo, forse riportata alla realtà esterna dall’arrivo di lui, dal rumore della sua presenza sotto il portico. Si ritrovano a guardarsi, lui in movimento e lei ferma, lui che increspa le labbra in un mezzo sorriso e lei che, con sorpresa di lui, fa di più, rispondendogli con la stessa espressione, ma non abbozzata, pienamente fiera di sé invece.
Quando sono praticamente paralleli in lui qualcosa si rompe e quell’incurvatura nascente si contorce su sé stessa per diventarne il negativo, mentre lei invece non sembra cedere, anzi, quando lui ormai è quasi oltre, nell’immensità della piazza e senza la protezione del portico, ha la netta sensazione che lei abbia addirittura accennato a parlare.
Ora è già così lontana… ha aumentato l’andatura, cambiando direzione e infilandosi in una viuzza satura di odore di kebap, eppure crede ancora di rivedere le sue labbra formare un saluto.
Avrebbe potuto fermarsi, togliersi gli auricolari e dire qualcosa, qualsiasi cosa. Una frazione di secondo dopo avrebbe potuto fare lo stesso, girarsi e concedere la resa dei conti alla sua immaginazione.
E invece no.
Perché alla fine è così, occasioni magari inesistenti, ma pur sempre mancate senza un perché evidente, mentre in sottofondo sfilano tutta una serie di giustificazioni che non hanno un inizio, ma nemmeno una fine. 
 
Più tardi, quella stessa sera, lui ritornerà sui suoi passi e come un gambero allucinato si fermerà ad osservare quell’angolo, le sedie verdi accatastate, il portico, domandandosi se veramente tutto quello passato poco prima è realmente accaduto.
Che lo sia oppure no, non avrà importanza, non se nei giorni successivi, pur non passando da lì, lo rivivrà almeno in un singolo momento di immaginifica visione.
 
 
°°°
 
Northern Lite – I can’t believe
 
Adem - Loro
  
City and Color – The girl

Postato da: subliminalpop alle 09:42 | link | commenti (3)
me myself and i, 3x2

lunedì, aprile 14, 2008

COMUNQUE VADA SARA'...

"Chi vota con determinazione è un pazzo, chi ha le idee chiare dopo queste campagne elettorali è un pazzo. O è un vecchio o è un pazzo."

La frase più sensata sentita in queste settimane di discussioni pre-elezioni tra amici.

Postato da: subliminalpop alle 14:42 | link | commenti (1)
me myself and i

da “Questo libro ti salverà la vita” di A.M. Homes – Feltrinelli
 
Le nuvole si muovono veloci sopra le colline, sgorgano da crepe e fenditure come se fosse la geografia stessa a mandare segnali di fumo.
*
Sopra e sotto, una catena di case si arrampica sulla parete del canyon: una catena sociale, una catena economica, una catena alimentare. Lo scopo è stare sulla vetta, essere il re della collina, vincere. Ognuno guarda chi viene dopo dall’alto in basso, pensando in qualche modo di essere meglio piazzato, ma c’è sempre qualcun altro che spinge da sotto o che, a sua volta, guarda dall’alto in basso da sopra. Non c’è modo di vincere.
*
Lo punzecchiavano, gli prendevano il sangue, gli controllavano e ricontrollavano la pressione, la temperatura, le pupille, guardavano l’interminabile tracciato dell’elettrocardiogramma. Con penne a sfera da due soldi, scrivevano sul suo foglio bianco immacolato.
Una donna di impossibile magrezza si era avvicinata la bordo del letto, un ramoscello, un albero senza vita. “Ha con sé l’assicurazione? Chi desidera chi contattiamo in caso?…” Le sporgevano le ossa: gomiti, polsi, clavicole, ogni singolo osso era praticamente scoperto, spolpato. “Ci servono un nome e un numero di telefono.” Era come un contatto con l’aldilà, l’addetta alle prenotazioni. Non si sarebbe sorpreso se la domanda successiva fosse stata: ha dei parenti morti con cui le piacerebbe cenare? Potrei riservarle un tavolo.
Le ha dato il nome del suo avvocato. “Il numero non lo so.”
Era tutto talmente surreale. Le luci al neon erano fortissime, continuava a pensare che da un momento all’altro l’avrebbero sommerso, sbiancando tutto, e si sarebbe incamminato verso l’eufemistica luce bianca.
*
“Ma sì, lo tenga segreto, sa che m’importa a me. Pensano tutti di avere il diritto di tenersi le cose per sé. Ma in fondo che ne sanno? E’ così che ci si ammala, che ci si ammala veramente: ulcera, colite, cancro. Io alla gente dico tutto, che me li tengo a fare i segreti? Mi chieda quello che vuole.”
*
“Sentivo così male che ho pianto. E ho pianto anche stamattina. Io non piango mai.”
“Qualche trauma infantile?”
“Solo i miei genitori: sono ebrei,” dice lui. “Stamattina ho parlato con mia madre. Pensa che sia un fallito perché ho smesso di lavorare.”
“E’ la mentalità della depressione.”
“Pensa che sia questo, depressione? Cioè, può essere dolorosa fisicamente?”
“Intendevo dire che i suoi genitori sono cresciuti negli anni della Grande depressione. Adesso le faccio un piccolo prelievo. Voglio considerare ogni possibilità.”
*
Qualcuno gli passa una birra. “Ormai viviamo in una cultura di prodotti chimici,” dice il tipo. “Mio figlio non riesce a fare i compiti se non prende un Ritalin, e mia figlia, quando ha cominciato a prendere gli antidepressivi, era convinta di essere diventata finalmente grande – come passare dalle medicine masticabili alle pillole da ingoiare. E’ un rito di passaggio, l’equivalente di quello che era per noi mettersi l’apparecchio.”
*
“Stai cercando di sedurmi?”
“No,” dice lui.
“Devo sentirmi offesa?”
“No.”
“Sono tanto complicata?”
“No, ma forse io sì. E poi, non è quello il punto.”
*
La guarda dormire. Pensa a sua moglie, a quando la lasciò. C’era un’immobilità paralizzante, una mancanza di ossigeno; lui resistette finché non ci rimase più niente, nemmeno un altro minuto. Non che avesse un’idea precisa di quello che avrebbe fatto, doveva andarsene e basta.
*
Richard ha la sensazione di essere senza pelle. Tutto quello che vede, che annusa, che tocca, ha un impatto fortissimo. E’ completamente permeabile e non è esattamente una bella sensazione.
*
Riattacca pensando ai suoi genitori che invecchiano, a quanto si è già perso di loro, a come non lo riavrà mai indietro. Pensa a tutto il tempo che si è tenuto alla larga, come per proteggersi, ma loro non sono più quello che erano, i segreti che serbavano sono già svaniti, non si ricordano più quali cose si erano dimenticati di dirgli.
*
“Non puoi fuggire da te stesso,” dice Nick. “Abbiamo tutti una storia.”
*
Un documento per il futuro. Quando Richard era piccolo non era sicuro che ci sarebbe stato un futuro: partiva l’allarme antiaereo, ci si nascondeva sotto le scrivanie e si pregava come ossessi, persino gli atei, specialmente gli atei. Un documento per il futuro; suona così sano, normale, giovane, pieno di zie e zii e speranza.
*
Oggi niente è più come prima, tutto è esattamente uguale a ieri eppure non potrà mai più esserlo.
 
Postilla squisitamente PERSONALE
In un mondo dove le vite delle persone si rivelano per essere completamente differenti da come noi le avevamo sempre proiettate, cosa succede se ci rendiamo conto di averlo fatto anche con noi stessi e di non ricordarci nemmeno della nostra di vita? Innanzitutto si è quanto meno sorpassato il classico primo scoglio, ma il difficile sta proprio nel capire come cercare di recuperare e far sì che non avvenga più.
Di tutto questo parla il romanzo di A.M. Homes, con uno stile asciutto, scattante, fluido, che ti fa rimanere incollato dalla prima all’ultima pagina lottando con il protagonista. Gran bel libro!

Postato da: subliminalpop alle 09:10 | link | commenti
libri, letteratura, homes

venerdì, aprile 11, 2008




Postato da: subliminalpop alle 13:32 | link | commenti
video

da “Tempesta di ghiaccio” di Rick Moody - Bompiani
 
La sua capacità di bere sorprendeva persino lui, ma era niente in confronto alla sua capacità di ingannare se stesso.
*
Hood cominciò la spiegazione lentamente, ma man mano che procedeva nella ricostruzione dei dettagli, diventò una specie di ectoplasma erotico. Trangugiò il drink – il suo equilibro stava cominciando ad andare in pezzi, come il primo stadio di un razzo Apollo. Si compiaceva di particolari scottanti, della nefandezza della sua imbarazzante situazione.
*
Mai fare paragoni tra la moglie e l’amante, vinceva sempre la moglie…
*
Era così che andavano le cose con gli adulti: prima inseguivano l’estasi, e poi la negavano, la razionalizzavano, la rivestivano di parole.
*
Mentre era seduto sul bordo del letto di Libbets, e la guardava fare un disegnino cubista di fronte alla Torcia Umana, Paul non era sicuro di non trovarsi in un sogno. Non era sicuro di non essere il protagonista di un sogno che apparteneva, per esempio, a Francis Chamberlain Devenport IV, beatamente addormentato sul divano in biblioteca. Un vero sogno in cui si realizzavano i desideri, un sogno mandala, o anche un brutto sogno che però aveva avuto un paio di momenti belli. Momenti che lo avrebbero sostenuto nella prossima lunga sequenza di tortura. Uno di quei lunghi e complicati racconti di aerei persi, di bocciature agli esami o di mostrarsi nudo in pubblico. Come in un sogno, quando Libbets gli disse con voce esitante che gli voleva bene come a un amico, la stanza era così immobile e silenziosa che Paul si stupì dell’assoluta bellezza della prevedibilità della sua solitudine.
*
La rivelazione della morte era che Mike Williams sarebbe stato morto per tutto il tempo in cui Benjamin Hood fosse rimasto in ginocchio accanto a lui. Nessuno dei rimedi di Hood avrebbe funzionato, e nemmeno nessuno dei suoi deisideri, dei suoi ardenti desideri. Mike sarebbe stato morto quel pomeriggio e quello successivo. Era questo il miracolo. La morte era terribilmente duratura. Era l’idea più ostinata del mondo. Un corpo era morto, ed entro poco tempo non sarebbe stato più nemmeno un corpo, solo un mucchio di elementi. Un cumulo di sostanze, comunque morto.
 
Postilla squisitamente PERSONALE
All’inizio si fa un po’ fatica ed entrare nel ritmo del libro, soprattutto perché questo è un romanzo sì compatto e relativamente breve, ma anche molto scattante e dispersivo per le molteplici voci, direzioni e complicazioni che prende strada facendo. Caratteristica principale questa, che è allo stesso tempo la cosa migliore e a tratti peggiore del libro, ma una volta entrati, si arriva fino in fondo in un batter d’occhio, attraversando, grazie alla particolare visione e stile narrativo di Moody, la noia famigliare, gli anni 70, i fumetti, l’istintività adolescenziale, la provincia americana…

Postato da: subliminalpop alle 09:50 | link | commenti
libri, letteratura, moody

giovedì, aprile 10, 2008

H.E.L.P.
(uso privatistico del mezzo)

Tra quelli che passano di qui, c'è qualcuno che possiede (o conosce qualcuno che...) un camioncino simile a quello a fianco da prestare (costo zero quindi) per un paio di giorni a cavallo del 24 maggio ?
 
Zona: Milano/Como/Varese/Lecco

UpDate: anche un Ape Poker potrebbe andare bene.
 
 
 
 
 
 

Postato da: subliminalpop alle 11:49 | link | commenti (8)

 

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