Subliminal Pop Concept

Quando hanno spiegato le mezze misure, ero assente.

ABOUT:


ME, MYSELF & I:

° SubPopCo Mail
° SubPopCo MySpace
° SubPopCo LastFM
° SubPopCo flickr
° SubPopCo aNobii
° SubPopCo facebook
° SubPopCo twitter
° SubPopCo friendfeed

ON AIR:

Ogni martedì, dalle 22 alle 23, conduce il programma radiofonico: SubliminalPop in effemme.
Sulla frequenza 89.4 di Ciao Como Radio e in streaming qui o qui.
(In replica la domenica a mezzanotte) - TRANSMISSION STOPPED



SCRIVERE:

??/02 - Un racconto, Jack, pubblicato nell'antologia dei finalisti al Premio Letterario Internazionale Il Molinello.
??/03 - Una poesia, Se il ceppo non si spacca a metà, pubblicata nell'antologia dei finalisti al Premio Montagna Viva.

01/04 - Un racconto, Work in progress, pubblicato nella raccolta di autori under 30 "Dammi Spazio". Pubblicata dalla casa editrice Il foglio ad inaugurazione dell'omonima collana (ISBN 88-88515-78-X).

04/04 - Una poesia, Gummo Flash, pubblicata insieme a una breve biografia, nella sezione New Talent's Lab del mensile Kult.
10/04 - Un racconto, Giuoco calcio, pubblicato (qui), da quelli di FaM.
03/05 - Una poesia, Anima, pubblicata nell'antologia "Navigando nelle parole" delle Edizioni Il Filo (ISBN 88-7842-087-5)
03/06 - Una poesia, Lineamenti, pubblicata nell'antologia "Poeti lombardi", edita dalla Giulio Perrone Editore (ISBN 88-6004-035-3).

03/07 - Un racconto, Condizioni Binarie, pubblicato nell'antologia "Tempo Scaduto", edita dalla Eumeswil Edizioni (ISBN 88-8937-819-0).



° ° ° ° ° ° ° ° ° ° °


ASCOLTO...

My Latest Novel - Deaths & Entrances
Danger Mouse and Sparklehorse - Dark Night Of The Soul
Sébastien Schuller - Evenfall
The Rumble Strips - Welcome To The Walk Alone
Let's Wrestle - In The Court Of The Wrestling Let's
Sunset Rubdown - Dragonslayer
One Hundred Hurricanes - 60 Years Under The Stars
The Dodos - Time To Die
Noah and The Whale - The first day of spring
Lisa Mitchell - Wonder
The Films - Oh, Scorpio
Lightning Dust - Infinite light
Concept: Bravery - The trouble with pretending
Why? - Eskimo snow
Arctic Monkeys - Humbug
The XX - XX
Maps - Turning the mind
Eight Legs - The electric kool-aid cuckoo nest
Port-Royal - Dying in time
Islands - Vapours
Kings Of Convenience - Declaration Of Dependance
Brunori Sas - Vol.1
Emily Jane White - Victorian America
VV.AA. - Five Years of Hyperdub
Built To Spill - There Is No Enemy
Friska Viljor - For New Beginnings
The Swell Season - Strict Joy
Annie Hall - Carousel
Julian Casablancas - Phrazes For The Young
Lou Barlow - Goodnight Unknown
Local Natives - Gorilla Manor
Ola Podrida - Belly of the Lion

LEGGO...

GIORGIO VASTA - Il tempo materiale E.M. CIORAN - Mon cher ami. Lettere a Mario Andrea Rigoni

MAURIZIO CORONA - Aspro e dolce ITALO CALVINO - Il sentiero dei nidi di ragno


BOTTONI VARI:



English version of this blog
(more or less)

Feed XML offerto da BlogItalia.it
  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Blog Aggregator 3.0 - The Filter
Blog-Show la vetrina italiana dei blog!
BlogItalia.it - La directory italiana dei blog
Subscribe with Bloglines





online


www.flickr.com
This is a Flickr badge showing public photos from subliminalpop. Make you own badge here.


ARCHIVI

oggi
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003
agosto 2003
luglio 2003


TAGS



























subpop in effemme





 

 
giovedì, aprile 30, 2009

Ciò che nuoce all'agonia degli uomini è l'esibizione.
 
L.F. Celine

Postato da: subliminalpop alle 15:26 | link | commenti (3)
citazioni, letteratura



Postato da: subliminalpop alle 11:44 | link | commenti
video

da “Sei nell’anima” di Niven Govinden – Newton Compton
 
Prendiamo la scaletta e ci arrampichiamo sul tetto del garage. Stare qui sopra o dentro casa, come per il giardino, fa lo stesso, ma mi piace l’idea di mangiare sul tetto. Scommetto che Jason non l’ha mai fatto. Possiamo mangiare il nostro cibo spazzatura e sdraiarci sull’asfalto nero-diventato-grigio che pizzica piuttosto che grattare quanto ti ci siedi sopra per la prima volta e ti frigge come un uovo – parole di papà, non mie.
*
Moon non accenna agli sms. Troppo imbarazzata probabilmente, ma riesce ancora a sembrare offesa nel modo in cui solo le ragazze sanno fare quando sanno di avere torto.
*
Ma è più semplice così, tenere la bocca chiusa, rimanere silenzioso e misterioso, così che deve chiedersi ma senza mai definirmi con esattezza.
*
Quando Moon è in forma, quando si è messa in testa di conquistarvi, può accendersi ovunque. A me piace che a tutti piacciano i suoi scherzi così come a me. Sono orgoglioso.
*
Non accenno alla mia teoria che lei si sia innamorata di lui, nel caso mi dica che è vero. Preferisco pensare di essere stupido e di inventarmi storie che mi fanno stare peggio.
*
“Viviamo nel presente, no? Tu e io?”
“Non allo stesso modo. Crediamo di essere spontanei, ma stiamo solo proiettando quello che vorremmo essere. Con Daniel, vivo e basta. Non faccio proiezioni”.
*
Credetemi, non avere un’ossessione ti rende quasi fissato con l’idea di averne una. Robe da pazzi.
*
La morte di Moon ha spinto noi vivi in un universo parallelo. Non ci parliamo; galleggiamo in giro come grassoni derelitti, pescando a casaccio in questo mare di sguardi espressivi.
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Non è un brutto libro, anzi, è scritto abbastanza bene ed è molto scorrevole, anche grazie a capitoli brevi se non fulminanti e continui salti temporali, eppure non mi è piaciuto granché, sicuramente avrebbe colpito molto di più mio cugino di 17 anni.
E per favore, lasciamo stare Salinger e il giovane Holden (rif. quarta di copertina).

Postato da: subliminalpop alle 09:21 | link | commenti (1)
libri, letteratura, govinden

mercoledì, aprile 29, 2009

PUNTATA DEL 28.04.09

Ametsub – Time for trees (The nothing of the north)
Jeniferever – Concrete and glass (Spring tides)
 
The Broken Family Band – St. Albans (Please and thank you)
Immaculate Machine – Thank me later (High on Jackson Hill)
 
Maclean – See (Talker)
Hatchman Social – Penelope (under my hat)(You dig the tunnel), I’ll hide the soil)
 
Little Brazil – Son (Son)
Shortwave Fade – Now we are weapons (Deletia)
 
De Rosa – Nocturne for an absentee (Prevention)
Birdpen – Breaking precedent (On off safety danger)
 
Southeast Engine – The Forest I (From the forest to the sea)
Whispertwon 2000 – From the start jamboree (Swim)
 
Kim Janssen – Keeping promises (The truth is, I am always responsible)

 
 
[On-Air ogni martedì (in replica la domenica a mezzanotte) dalle 22 alle 23, sulla frequenza 89.4 di Ciao Como Radio e in streaming qui o qui]

[Qua
, invece, potete scaricate l'MP3/podcast]

Postato da: subliminalpop alle 09:11 | link | commenti (2)
subpop in effemme

martedì, aprile 28, 2009

3 x 2
 
Casiotone For The Painfully Alone - V.S. Children 
 
 Casiotone For The Painfully Alone - Tom Justice, the choir Boy Robber …
 
 
 Casiotone For The Painfully Alone – White jetta
 
 
 
Eulogies - Here anonymous 
 
 Eulogies – Day to day
 
 
 
 Eulogies – Out of character
 
 
 
 
Rubik - Dada Bandits 
 
 Rubik – Goji berries
 
 
 
 Rubik – No escape
 
 

Postato da: subliminalpop alle 09:25 | link | commenti (4)
musica, 3x2

lunedì, aprile 27, 2009

da “Lucy” di Jamaica Kincaid – Adelphi
 
Quando arrivammo a destinazione, un uomo che Mariah conosceva da tutta la vita, un uomo che aveva sempre fatto dei lavori per la sua famiglia, un uomo che veniva dalla Svezia, ci stava aspettando. Si chiamava Gus e dal modo in cui Mariah pronunciò il suo nome si capiva che le apparteneva profondamente, come un ricordo.
*
… erano semplici, come se fossero stati fatti per cancellare un’idea complicata e superflua.
*
Pensai: Nella storia della civiltà si cita ogni cosa, anche il bicchiere d’acqua andato in frantumi sul pavimento – qualcosa ci dice anche di quello – ma non c’è una parola sulla desolazione che può regnare intorno a una tavola apparecchiata. Ce ne stavamo seduti, rinchiusi in quel momento, che senza dubbio significava per ognuno qualcosa di diverso, ma nulla di buono per tutti.
*
…tra di noi cadde uno smisurato silenzio, quel tipo di silenzio pericoloso tra amici, perché vi si pesa il comune passato e si cerca di intravedervi il comune futuro; ciò che si odio è il presente.
*
A volte non c’è scampo, ma spesso lo sforzo di provare fa stare meglio per un po’.
*
Uscimmo dal bagno sentendo, credo, il sollievo di aver evitato una rottura definitiva tra di noi, ma sentendo allo stesso tempo che un giorno, prima o poi, saremmo esistite l’una per l’altra solo in un vago: “Ah, sì…”.
*
Cosa doveva essere una domenica esattamente? Era un giorno in cui sentivo una disperazione così forte che sarei stata felice di trasformarmi in qualcosa di utile quanto uno strofinaccio per i piatti.
*
Ora la stanza era vuota. Vedevo un divano, due poltrone e una parete piena di libri. Che lusso, pensavo, avere una stanza vuota in casa propria, una stanza che davvero non serve a nessuno. E non è forse ciò che dovrebbero avere tutti al mondo – qualcosa di più del necessario, una stanza in più di quante sono effettivamente necessarie in casa? Non era una domanda da fare a Mariah, perché lei pensava proprio l’opposto. Aveva troppo di ogni cosa e desiderava avere di meno: il meno, ne era sicura, le avrebbe dato la felicità. Per me era un divertimento e un sollievo osservare l’infelicità che il troppo porta con sé; ero così abituata ad osservare gli effetti del troppo poco.
*
Notai come il terreno fosse duro, freddo e impenetrabilmente chiuso. Lo notai perché desideravo che si aprisse e mi accogliesse dentro di sé, tanto mi sentivo male.
*
Il giorno in cui me ne andai non c’era il sole; il cielo era serrato ermeticamente.
*
Ma le cose di me che non si vedevano, le cose che non toccavo con le mani, quelle cose erano cambiate e io non le conoscevo ancora bene. Capivo che stavo inventando me stessa, e lo facevo più come un pittore che come uno scienziato. Non potevo fare affidamento sulla precisione e sul calcolo; potevo contare soltanto sull’intuizione. Non avevo nulla di preciso in testa, ma una volta che il quadro fosse stato completato me ne sarei accorta. Non avevo una posizione, non avevo denaro. Avevo i ricordi, avevo la rabbia, avevo la disperazione.
*
Dormii profondamente, quella notte, non perché mi sentissi felice e a mio agio – semmai il contrario; non volevo ricevere altri stimoli.
*
Il tuo passato è la persona che non sei più, le situazioni in cui non ti trovi più.
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Questo romanzo breve non è né brutto né scritto male, però non mi ha convinto. Sembra quasi che l'intenzione dell'autrice non emerga così come dovrebbe, che si perda ogni volta, senza riuscire a colpire l’obiettivo della cognizione del lettore, fino ad arrivare all'ultimo capitolo, dove invece sì, prende il ritmo giusto e fa centro.

Postato da: subliminalpop alle 09:18 | link | commenti
libri, letteratura, kincaid

venerdì, aprile 24, 2009


 

Postato da: subliminalpop alle 15:07 | link | commenti
video

giovedì, aprile 23, 2009

Quantificare la deforestazione di Bradpizza
(le immagini spesso valgono più delle parole)




 
A titolo di confronto una ripresa della foresta che non ha subito deforestazione

 
 
E questa è la dimensione della faccenda:
 

 

Postato da: subliminalpop alle 11:32 | link | commenti (5)
bradpizza

 
La seconda caffettiera è quasi finita ormai, accendo la sigaretta numero? Troppe, decisamente troppe, meglio non fare il conto. Mi ostino allora a leggere una raccolta di racconti italiani che definire brutta è forse un complimento, maledicendomi quando penso che molto probabilmente potrei dare la merda a tutti loro se solo il mio impegno fosse tale, e ogni tanto mi alzo, faccio la spola tra la cucina e il salotto. Appoggio la fronte al vetro del bow window, che mi ricorda chissà perché sempre i canali olandesi, godendo di quello sbalzo termico inaspettato e osservando le vie sotto di me spruzzate da una pioggia fine, ma incessante, in questa classica giornata/non-giornata, grigia com’è non potrei definirla altrimenti.
Tornando sui miei passi, ogni volta, la osservo dormire, raggomitolata tra i vari cuscini, sotto al piumone. Mi appoggio allo stipite e rimango lì, immobile, mentre il fagotto di sensazioni ed emozioni continua a mutare le sue forme e dimensioni. Ho paura, sto bene, sono confuso, perplesso, ridicolo, superiore, inadeguato, immune, vittima: tutto nello stesso istante. E allora come si fa a capirci qualcosa?
Un’altra tazza di sbobba e mi dico che non c’è niente da capire. Cerco di convincermi di ciò, nonostante sappia benissimo che non sono fatto così, io le cose prima o poi finirò per stenderle su un tavolo operatorio e sotto una luce asettica, bisturi alla mano, andrò a sezionarne le varie parti, alla ricerca di un cancro, magari inesistente, magari benigno, pur sempre in caccia però.
Passerò sulla e attraverso la linea temporale, che per me è come quella del famoso cartone animato anni 70, e sarà forse questo a fregarmi, il voler ripercorre quello spazio come se fossero i miei passi nervosi sotto casa sua per un arrivo in anticipo.
Non riesco a stare nel momento, con la testa sono spesso proiettato a quello successivo, non tanto per decidere cosa fare, dire o pensare, ma solamente per contemplarlo nella sua apparente e impossibile immobilità.
Questo a breve termine, perché poi, oltre ai 100mt, sono anche un campione della maratona, che come si sa è molto più impegnativa e faticosa. Altro che castelli, qui c’è tutta una viabilità da sostenere e il piano regolatore ha già i suoi mafiosi infiltrati. Non fanno la voce grossa, perché sanno che contano. Ci sono, eccome se ci sono, basta questo a loro, la coscienza dell’essere percepiti e temuti.
Solo che poi tutto si allinea all’improvviso, scompare, basta un movimento, un centimetro su centimetro e io non sono più io, o meglio quell’io di prima, forse a tratti nemmeno sono porpriamente. Ed è allora che mi rendo conto per la prima volta da giorni: questa sembra, ma non è la mia casa.
 
 
***

Postato da: subliminalpop alle 01:52 | link | commenti
me myself and i

mercoledì, aprile 22, 2009

PUNTATA DEL 21.04.09

Album Leaf – See in you (Into the blue again)

Old Abram Brown – No celebration (Alive in winter)

 

Bill Callahan – Eid ma clack shaw (Sometimes I wish we were an eagle)

The Wave Pictures – My kiss (If you live it alone)

 

Immaculate Machine – Thank me later (High on Jackson Hill)

My Little Pony – Skipping down the street (Think too much)

 

Ministri – Tempi bui (Tempi bui)

Bricolage – Bayonets (Bricolage)

 

In-Flight Safety – Actors (We are an empire, my dear)

The Hours – Big black hole (See the light)

 

Greater California – Five senses (All the colors)

The Wooden Birds – Seven seventeen (Magnolia)

 

Pink Mountaintops – Outside love (Outside love)

  
  
[On-Air ogni martedì (in replica la domenica a mezzanotte) dalle 22 alle 23, sulla frequenza 89.4 di 
Ciao Como Radio e in streaming qui o qui]

[
Qua
, invece, potete scaricate l'MP3/podcast]

Postato da: subliminalpop alle 09:18 | link | commenti
subpop in effemme

martedì, aprile 21, 2009

IN VISIONE
 
 
Two lovers
(U.S.A. – 2008)
 
di James Gray
con Gwyneth Paltrow, Joaquin Phoenix, Vinessa Shaw, Isabella Rossellini, Elias Koteas, Moni Moshonov, Mari Koda, Samantha Ivers, Jeanine Serralles
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Un po’ di autismo e rapporti pericolanti, sentimenti confusi che si attorcigliano e ambienti che fanno parte della storia, non da sfondo, tutte caratteristiche che mettono un film già sulla buona strada per il sottoscritto. La storia non ha quasi niente di così originale, eppure questo è proprio un gran bel film, girato con un’abilità nel saper dare le giuste sfumature alle atmosfere da lodare, se poi la visione mi è stata quasi terapeutica… (N.B. le scene sul tetto).
 
 
Che l’argentino
(U.S.A. – 2008)
 
di Steven Soderbergh
con Benicio Del Toro, Franka Potente, Carlos Bardem, Kahlil Mendez, Yul Vazquez, Demián Bichir, Rodrigo Santoro
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Di sicuro è un buon lavoro questo film, eppure qualcosa che non mi ha convinto c’è, anche se non so propriamente dire cosa, e comunque non ha inficiato più di tanto la visione.
 

 
Se sarà luce sarà bellissimo
(Italia, 2008)
 
di Arturo Grimaldi
con Roshan Set, Gaetano Amato, Lalla Esposito, Guja Jelo, Steffan Boje, Craig Fairbrass 
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Anche se innegabilmente sbilanciato nell'esposizione della vicenda, mi è sembrato onesto e ben fatto. (N.B. Ascoltate bene l'inizio del discorso che fa la professoressa in aula, cambiato qualcosa?)
 
 

Postato da: subliminalpop alle 09:26 | link | commenti (2)
film, in visione

lunedì, aprile 20, 2009

3 x 2
 
Sam Isaac – Bears 
 
 Sam Isaac – Back home tonight
 
 
 
 Sam Isaac – Carbon dating
 
 
 
Maclean - Talker 
 
 Maclean – Conversation
 
 
 
 Maclean – See
 

    
The Broken Family Band – Please and thank you 
 
 The Broken Family Band – St. Albans
 
 
 
 The Broken Family Band – Stay friendly
 
 

Postato da: subliminalpop alle 10:01 | link | commenti (2)
musica, 3x2

venerdì, aprile 17, 2009

da “IL vento e la moto” di Grazia Livi – Garzanti
 
A quel tempo non eravamo assediati. La vita scorreva, non imperversava.
*
Ora guardo le finestre tutte in fila. Conto le macchine parcheggiate. Con una serie di salti il tempo è passato, il flusso metropolitano ha sbriciolato i rapporti familiari e amicali. La globalità ha attenuato le emozioni, le persone guardano con stupore allo specchio la propria faccia scontenta. Sono diventata così?
*
Così la novità mi è rimasta dentro tutto il giorno, nonostante trabocchi fuori dal corpo. Non so a chi dirla. Il pensiero vaga da una possibilità all’altra e le scarta tutte. Come mai? Benché abbia avuto sempre legami e affetti in varie gradazioni, non avverto più echi, risonanze. Ripenso al passato. Dapprima agli amici maschi, per abitudine, e per una vecchia speranza che non vuole cedere. Li ricordo giovani, quando per affrontare la vita con un energico salto in lungo avevano preso lo slancio, respirando a pieni polmoni. Credevano di poter toccare terra subito, di mettervi radici spontanee, di vedere fiorire rapidamente la propria peculiarità. Li tenevo d’occhio per imparare: credevo poco in me stessa e molto in loro. Ma lo slancio non restò aperto e duttile, cedette agli ostacoli, si irrigidì e a poco a poco si trasformò in “illusione giovanile”, fantasma evocato con sospetto e ironia, in modo vago. In realtà avevano cominciato a chiudersi, a doppia mandata, in una delle caselle che gli erano state offerte: l’ingegnere, il veterinario, l’avvocato, l’informatico, il perito chimico, il bancario, il giornalista, il ricercatore… Un casella per interpretare la società e l’ambiente di lavoro, lasciando fuori sé stessi. Io tentavo di capire, occupando un posticino libero fra eros e casualità, e nutrendo sogni sempre più deboli di poter condividere, di poter interpretare e di essere interpretata. Almeno fino a oggi, giorno della stupenda notizia. A chi dirla?
*
… era molto più di un’amica, era il capolinea dei suoi pensieri.
*
Ma lui le aveva lanciato un’occhiata profonda, scoccata da un luogo di verità sconosciute e rivolta a lei come a un complice.
*
C’era un appartamentino di sessanta metri quadri da visitare. Doppia esposizione, quattro finestre. C’erano abitudini altalenanti che cercavano luoghi adatti per consistere meglio, evitando la dispersione.
*
L’ora era di quelle mute che appartengono soltanto a chi le vive.
*
La vita quotidiana di entrambi cambiò ritmo, andando verso un’accelerazione. I compiti si alleggerirono, le porte parvero aperte, le finestre spalancate, i corridoi cortissimi da percorrere in scarpe da ginnastica. Le scale veloci da scendere sotto il sobbalzante zainetto. Le occasioni di cambiamento si moltiplicarono. Non solo. Ovunque vi furono accessi impossibili: i mari del nord, le fiere dei prodotti lapponi, l’Australia, le banchine del porto di Marsiglia.
*
Esigevi la sostanza: le sfumature, dove si gioca il senso della verità, erano per te morbosità e ozio.
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Non mi è piaciuta per niente questa raccolta di racconti (passabili: A chi dirlo, Il nascondiglio, La schiena che amo e La melagrana). Alcuni episodi li ho trovati ridondanti e tanti altri decisamente fuori fuoco, questo anche per merito di uno stile narrativo pesante, troppo attorcigliato su se stesso e spesso senza alcun ritmo.

Postato da: subliminalpop alle 09:11 | link | commenti
libri, letteratura, livi

giovedì, aprile 16, 2009

Postato da: subliminalpop alle 14:54 | link | commenti (4)
video

1982
di Bradpizza 
 
Nel 1982 ho capito che non potevo più vivere senza la raccolta differenziata. In un vortice di chiarezza e di ordine naturale gli elementi sarebbero dovuti tornare da dove erano venuti, estratti, mischiati, sconvolti… una specie di atomismo conservativo in cui la legge dell’entropia viene annullata dalla volontà di ripristinare la legge ordinata della gravità, nel quale le cose trovano un senso con la loro tempistica prestabilita.
Tanto tempo, nessuna fretta.
I sintomi della vita a comparti stagni erano evidenti: già a quattro anni avevo recuperato una valigia dall’immondizia e passavo le giornate a riempirla di oggetti inutili, li ordinavo in modo che si riempisse al massimo, che nessun buco rimanesse vuoto, poi la mettevo sotto il letto in attesa del mio rapimento. Era il periodo di Ludwig e dei sequestri, Telefono Giallo terrorizzava le mie notti, Augias mi deve l’infanzia, mi angosciava ogni mercoledì sera dal millenovecentottantasette, e io tenevo ordinata la valigia, così sarei stato pronto, nell’eventualità, a scomparire e a tramutarmi in una foto segnaletica con la voce della Raffai che sventola al pubblico una mia falange, prova inconfutabile del rapimento.
Le scatolette di tonno si accumulano sotto la finestra della stanza dove mi hanno rinchiuso, minuto dopo minuto comincio a pensare che tutto questo sarà sommerso dalla vegetazione, ogni costruzione e ogni pensiero, ogni frammento di questa civiltà che si è scagliata contro tutti. Tutti nemici. Le piante aiutate dal tempo si sostituiranno alle case, le radici alle fondamenta dei palazzi rubati al piano regolatore con giri di compravendita speculativa, circuizione istituzionalizzata di leggi per la difesa del territorio per sempre frantumate e spazzate dall’inondazione.
Abbiamo tagliato il mondo con strade. Inutili strisce d’asfalto senza sosta che basta una stagione e tutto ritorna alla vita, tutto viene coperto e inghiottito dal muschio sulla carreggiata, le intemperie sgretolano il manto liscio e la pioggia lo trasporta in rivoli d’inchiostro. Anche il mercurio cola arrugginito s’infiltra, la marea adagia sulla riva dune di plastica secca elettrodomestici bombole del gas, insabbia sgretola riduce a granelli di finta sabbia. Una patina di olio solido si aggrappa agli scogli morti. Non lontano stanno lavando la stiva della petroliera con gli idranti solventi sputano schiuma bitume rappreso galleggia sul pelo dell’acqua sotto i piedi, viene via con l’olio sul cotone la nafta e grattare, grattare bene, o con la benzina diluente, brucia il gas in eccesso sputa fuoco la cima della raffineria, sullo sfondo di una baia azzurra e rosa la fiamma di sera si materializza fantasma circondato di edera che muore bruciata dall’aria acida, dal caldo asfissiata e la pioggia nitrata-clorata dalla centrale termica a gasolio, lo zolfo nell’atmosfera segue la brezza di terra e la brezza di mare e tutto muore, le alghe in superficie, i bambini di notte con le finestre aperte a respirare SO2 SO3 e coccole ninna nanna. Preoccupati per la tosse, l’asma e l’allergia vanno dal dermatologo con le braccia piene di macchie rosse ma è normale. Vanno dal dietologo per l’intolleranza alimentare, il profumo di pomodoro gli fa gonfiare la pancia poverino - stai alla larga dalla campagna. Tutti al mare ma sotto l’ombrellone, stare all’ombra imperativo con la crema protezione 20 (minimo) perché viene l’eritema, le bolle dietro le gambe, ci sono le meduse e le zanzare. Meglio tornare a Milano anche se le polveri sottili uccidono e l’ozono che cade dal cielo brucia gli occhi ma all’Idroscalo ce n’é di meno. Ad agosto le strade sono libere perché si intasano quelle dei litorali e passiamo le ore in aria condizionata col motore acceso, con la testa in un sacchetto che poi usciamo per andare in sala giochi e lo sbalzo termico ci prende la gola e le tonsille allora è meglio che stasera stiamo a casa e non andiamo a quella festa vips anche se la babysitter era libera, la chiamo gli dico di non venire e ci guardiamo la tele in aria pinguino mentre lavi i piatti con i guanti rinforzati perché il detersivo agli agrumi ti secca le mani e ti leva l’abbronzatura e senti le radici dei pini marittimi scampati all’incendio del mondo che prendono energia mentre noi diventiamo deboli, mentre ci cadono i capelli e le cellule morte, le creme, i prodotti e Cesare Ragazzi morto non cela fanno più a tenerci dritti, ritti nemmeno l’enervit il gatorade e la redbull, per il guaranà indigeno hanno setacciato le foreste, un caterpiller si fa largo nella terra rossa è stato chiamato l’elicottero di ricognizione, ha avvistato un albero di tek a dieci km dalla base e allora dobbiamo sfondare tutto, sradicare, arpionare e riportare alla falegnameria centrale Brico per fare la cuccia del cane, la bara di cartone. Ogni giorno cento volte l’uomo sudato distrugge la Terra è la mano denutrita che serve per compiere il Delitto Perfetto in nome del progresso, del sonno pacifico del bassotto e di un salario dignitoso. L’impresa italiana (dopo facciamo anche i nomi) depreda per fare parquet di legno esotico ma la gente in città non chiude il rubinetto quando si lava i denti e al paese salato ci sarà l’acqua quest’estate? Boh che ne so?
Vorrei solo lasciar perdere una serie di concetti sfusi, di clausole senza firme. Abbiamo perso l'abitudine a nuotare nel nulla dell'assenza, per questo ci sembra di scomparire nel muro di "niente".

Postato da: subliminalpop alle 11:45 | link | commenti (4)
bradpizza

mercoledì, aprile 15, 2009

PUNTATA DEL 14.04.09
  

Patients – Tall tale no. 5 (Patients)
The Decemberists – Annan water (The hazards of love)
 
Great Lake Swimmers – She comes to me in dreams (Lost channels)
The Little Hands Of Asphalt – Highways pull (Leap years)
 
Official Secrets Act – Hold the line (Understanding electricity)
Death Cab For Cutie – My mirror speaks (The open door)
 
Yeah Yeah Yeahs – Dull life (It’s blitz!)
The Thermals – Now we can see (Now we can see)
 
Phoenix – Arminstice (Wolfgang Amadeus Phoenix)
Metric – Sick muse (Metric-Fantasies)
 
Sam Isaac – Come back home tonight (Bears)
Tom Peloso – Leaves and the trees (Last saturday of the year)
   
Bonnie Prince Billy – I don’t belong to anyone (Beware)
  
 
 
[On-Air ogni martedì (in replica la domenica a mezzanotte) dalle 22 alle 23, sulla frequenza 89.4 di Ciao Como Radio e in streaming qui o qui]

[
Qua, invece, potete scaricate l'MP3/podcast]

Postato da: subliminalpop alle 09:21 | link | commenti
subpop in effemme

martedì, aprile 14, 2009

BREVI DI CRONACA
 
Tempo. Tempo, tempo!!!! Sembra che ne occorra per tutto ma che non ve ne sia mai abbastanza. Maledetto tempo! Mi senti, tempo? Sei un maledetto! Dalla parte di chi stai, insomma!
 
 
Questo passo è tratto da “Il canto della neve silenziosa”, un racconto stupendo di Hubert Selby Jr, contenuto nella raccolta omonima.
Lo rileggevo sabato mattina, davanti a me un Piazzale Loreto mai così distante dalla semplice e immediata associazione con “il supermarket multietnico della droga 24h su 24”, vuoi anche per le insegne giganti dai colori ora muti, sotto un sole caldo e un leggero vento proveniente da chissà dove (come se dentro a Milano il vento non potesse arrivarci).
Leggendolo è diventato lampante che in quel momento del tempo non me ne fregava proprio niente, stavo bene nel qui e ora, senza necessariamente avere sotto i miei piedi un domani, un dopo o qualcosa di programmato da fare, al quale pensare. Ed era strano che accadesse a me, abituato come spesso sono a sentirne la costante mancanza, il perderne le tracce. 
E potevo anche abbandonarmi nell’andirivieni tra ricordi ed esperienze passate, senza patire alcun sintomo di nostalgia, vera o presunta che potesse essere. Ero come una delle tante piccole persone che là sotto si muovevano tra macchine, strisce pedonali, bar e sottopassaggi. Una delle tante persone che osservavo domandandomi dove portavano le loro storie, quando la mia è apparsa molto simile a quella del protagonista del racconto:
 
“Si fermò e rimase immobile a guardare e sentirsi la neve addosso. Si voltò a guardare dietro di sé il punto in cui le impronte erano cessate. Una parte di lui ambiva a ripercorrere i propri passi per tornare a far parte della gioia che aveva provato per così poco, ma sapeva di non potere… di non… volere ignorare le altre voci che gli risuonavano dentro. Si girò e, deciso, s’incammino verso casa. Non sapeva cosa era successo ma di qualunque cosa si trattasse sapeva di avere ormai speranza e che quel che era stato poteva tornare a essere. Poteva ridestare una parte di quella gioia per portarsi a casa il canto della neve silenziosa. Poteva dividerla con altri. Camminava più svelto ora. Sapeva che gli occhi gli brillavano e che Alice l’avrebbe notato. Sapeva anche che ora poteva tenerle la mano.”
 
 
°°°
Album Leaf – See in you

Postato da: subliminalpop alle 23:32 | link | commenti
me myself and i

da “Baciami ancora, forestiero” di Pedro Lemebel – Marcos Y Marcos
 
E proprio oggi, quando il Paese è saltato nel futuro con uno zaino pieno di cadaveri che sgocciola la traccia del suo riconciliato progresso. Quando i giorni di spavento sembrerebbero svaporati e rimane indietro nell’ieri l’aureola mestruata di quel tempo. Notti di irruzioni, mattine con camion verde oliva alla porta, in attesa di passeggeri destinati al confino.
*
… cammino mandando in frantumi le pozzanghere del parco.
*
E io le do retta, e provo tenerezza per queste piccole hostess che danno le informazioni, fanno le segretarie, le infermiere o le inservienti, e l’unica cosa che le distanzia da questi mestieri è che parlano inglese con un accento “very information thank you for flying in Lan Express”.
E io, pur sapendo che si ritengono di status regale in virtù dei loro occhi chiari e dei loro vestiti due pezzi tagliati su misura, lo stesso le capisco quando le vedo correre come matte cercando di spiegare i ritardi dei voli, i cambi di posto, gli equipaggi che non sono arrivati e le mille esplosioni nevrotiche che hanno causato la caduta della rete, il tragico system down. In un certo senso le capisco, perché loro sono le uniche che mostrano il viso in queste débacles della globalizzazione, che sicuramente accadono perché vengono venduti più biglietti rispetto ai posti disponibili. Forse perché il direttore generale dalla sua torre dollaro semplicemente amministra, investe, spende i milioni che guadagna come azionista dell’unica compagnia aerea disponibile in Cile. Lui è il signor Lan, e non serve a niente reclamare perché nella sue mani è il destino di noi che voliamo nel cielo nazionale…
*
Come un saluto di braci per le sua regine e una stella di fuoco per il cielo della sua memoria.
*
Domani è sempre un altro giorno, un grande abisso di nessun stimolo. Una nausea pallida che corona il crollo del tirar mattina. Perché la cartina umettata e perfetta non regge più l’identità fittizia che brillava ieri notte sulla striscia di gesso divisa tra amici. Non c’è spinello che tengo per superare il disgusto di vivere dipendenti da una felicità in grammi, una felicità sgocciolata dalla pioggia dell’arcobaleno traditore. Fuori, la città alimenta la depressione con la sua aria di piombo. La città si innalza in torri d’alluminio e alberghi stellati per la fantasia del passante, che osserva a bocca aperta il cielo frantumato negli specchi delle camere vuote. Il cielo che si specchia nelle sorgenti d’acqua dove si lava il denaro. Le piscine delle terrazze dove si sciacquano le mani i columbus, i parenti poveri della famiglia colombiana, i più sporchi. Quelli che con sorrisi da film yankee perseguitano i ragazzetti ingenui che la vendono e fanno chinare il capo al padrino con una banconota spiegazzata sotto la manica.
Alla fine, la visita della dama bianca lascia sempre un eccesso di disgrazia, soprattutto in questa democrazia, che è una tortilla del piacere neoliberale cucinata sulle braci minoritarie. Insomma, nevica solo nei quartieri alti e i fiocchi sporadici che cadono in periferia massacrano gli uccellini.
*
E io sentii che era un suono anteriore a qualsiasi parola, forse un’eco magica o il chiacchiericcio della pioggia sulle pietre, quando accarezza le labbra della sua remota cicatrice memoriale.
 
Postilla squisitamente PERSONALE
A me totalmente sconosciuto prima di leggere questo libro, Lemebel è un autore che ha uno stile ben definito, molto personale: vivo e acuto, sarcastico e colorito, spontaneo e vitale, come il mondo che racconta, spesso formato da un sottobosco culturale e/o sociale quasi emarginato, altre volte facendosi voce del popolo che forma le fondamenta del suo paese. Peccato solo per la snellezza ed eccessiva frammentarietà del libro.

Postato da: subliminalpop alle 09:09 | link | commenti (2)
libri, letteratura, lemebel

venerdì, aprile 10, 2009

3 x 2
 
Boy In Static - Candy sigarette 
 
 Boy In Static – Tijuana
 
 
 
 Boy In Static – Young San Francisco
 
 
 
Official Secrets Act - Understanding Electricity 
 
 Official Secrets Act – Momentary sanctuary
 
 
 
 Official Secrets Act – Hold the line
 
 
 
Little Brazil – Son 
 
 Little Brazil - Brighton Beach
 
 
 
 Little Brazil - Son
 
 

Postato da: subliminalpop alle 09:59 | link | commenti
musica, 3x2

giovedì, aprile 09, 2009



 



 

Postato da: subliminalpop alle 09:35 | link | commenti (2)
video

 

3x2
adam
algren
aloia
amazzonia
ames
anche no
appuntamenti
armitage
arriaga
artaud
auster
bachelder
bancarella 2006
bangs
bank m
banks
barbey
barthelme
bartoli langeli
bartolucci
bas
basho
bellow
ben folds
bender
benn
berberian
besson
betocchi
biagini
bianciardi
bloch
blog
bolla
bomoll
bradpizza
brannan
brecht
bregola
buarque
bukowski
burroughs
burroughs a
calexico
calvino
cameron
canetti
canty
capote
caraco
carey
carnevale
carnevali
carver
cat power
cecchi
cechov
celine
chabon
chase
cheever
cioran
ciriello
citazioni
clap your hands say yeah
clevenger
coake
coco roise
coe
cognetti
cohen
colagrande
como
compilation
concerto
connolly
corso
coupland
crimethinc
cullin
curtis
cvetaeva
dadati
dambrosio
damicis
dante-s spechees
dapunt
davidson
de angelis
de luca
death cub for cutie
del giudice
delillo
delisle
desiati
di paolo
di tutto un pop
diaz
dick
dickinson
domanin
donleavy
dostoevskij
drake
droga
druznikov
durrett
dyer
déry
eels
eggers
eisenberg
eisenhower
elkin
ellis
englander
everett
falco
fante
favetto
ferlinghetti
ferris
film
findley
firenze
fiztgerald
ford
forest
foster wallace
frankfurt
frisch
fumetti
gardner
gary
ginsberg
girolami
governi
govinden
grossi
gualtieri
guerriero
gus van sant
hamilton
handke
harstad
harvey
hasak-lowy
hawke
heim
homes
houellebecq
hoyle
hrabal
humphreys
husymans
in visione
india
indonesia
jack johnson
jail
jodorowsky
jones
joubert
kalfus
kaufman
kavafis
keats
kehlmann
kennedy
kerouac
kincaid
kiriowski
krumm
kunkel
lahiri
lange-muller
laura veirs
leavitt
leblanc
lemebel
lethem
letteratura
levinson
levé
libri
link
lipsyte
livi
lolli
london
lowry
macchiavelli
majorino
malamud
mancassola
manzini
marcuzzi
mari
martini
mascheri
matilda
maxwell
mccarthy
mccarthy tom
mccullers
mcdermott
mcguane
mcinerney
mcintyre
mckean
mcliam wilson
me myself and i
means
milano
miles
miller
milosz
mini
minimumfax
mitrofanov
monteiro martins
moody
moore
moretti
munro
muratori
musica
myspace
natale
natura
nesi
niger
nijinsky
nobel
oates
oconnor
ohara
okkervil river
orenda fink
orner
orringer
orwell
ovaldè
packer
palahniuk
paley
pancake
park
parolini
parrella
pascale
pelevin
penna
pessoa
picasso
piersanti
piva
plath
poesia
politica
popov
prati
primavera
pritchett
proulx
puntì
pynchon
raboni
radio dept
raymond
rechy
reggae
ricci
richler
rick moody
robbe-grillet
robinson
roth
roth j
roveredo
ruggeri
rush
russell banks
sa-carneiro
sachs
salinger
sanguineti
santagostini
sargunov
sartre
saunders
schinckler
schneider
sedaris
segnalo
selby jr
shakespeare
sharpe
shepard
sherrill
shteyngart
simic
simmons
siti
società
spengler
spike lee
spot
stein
steinbeck
stogoff
strand
subpop in effemme
susani
szymborska
tedoldi
thomas
tobin
trasloco
trevisan
trevor
tropper
turbau
tyler
updike
valduga
vega
vendela
veronesi
vettriano
video
vlautin
vollmann
vonnegut
vorpsi
wallant
walser
warm my mind
web
weil
williams
wittgenstein
wolff
wu ming 1
x y
yamamoto
yates
yeats
zanzotto
2005
2006
2007
2008