Subliminal Pop Concept

Quando hanno spiegato le mezze misure, ero assente.

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Ogni martedì, dalle 22 alle 23, conduce il programma radiofonico: SubliminalPop in effemme.
Sulla frequenza 89.4 di Ciao Como Radio e in streaming qui o qui.
(In replica la domenica a mezzanotte)



SCRIVERE:

??/02 - Un racconto, Jack, pubblicato nell'antologia dei finalisti al Premio Letterario Internazionale Il Molinello.
??/03 - Una poesia, Se il ceppo non si spacca a metà, pubblicata nell'antologia dei finalisti al Premio Montagna Viva.

01/04 - Un racconto, Work in progress, pubblicato nella raccolta di autori under 30 "Dammi Spazio". Pubblicata dalla casa editrice Il foglio ad inaugurazione dell'omonima collana (ISBN 88-88515-78-X).

04/04 - Una poesia, Gummo Flash, pubblicata insieme a una breve biografia, nella sezione New Talent's Lab del mensile Kult.
10/04 - Un racconto, Giuoco calcio, pubblicato (qui), da quelli di FaM.
03/05 - Una poesia, Anima, pubblicata nell'antologia "Navigando nelle parole" delle Edizioni Il Filo (ISBN 88-7842-087-5)
03/06 - Una poesia, Lineamenti, pubblicata nell'antologia "Poeti lombardi", edita dalla Giulio Perrone Editore (ISBN 88-6004-035-3).

03/07 - Un racconto, Condizioni Binarie, pubblicato nell'antologia "Tempo Scaduto", edita dalla Eumeswil Edizioni (ISBN 88-8937-819-0).



° ° ° ° ° ° ° ° ° ° °


ASCOLTO...

The Pains of Being Pure at Heart - Om.
Barzin - Notes to an Absent Lover
Bishop Allen - Grrr
VV.AA. - Dark Was The Night
Dente - L'Amore Non E' Bello
Say Hi - Oohs And Aahs
Fanfarlo - Reservoir
Great Lake Swimmers - Lost Channels
Royksopp - Junior
Zombie Nation - Zombielicious
The Broken Family Band - Please And Thank You
Silversun Pickups - Swoon
Au Revoir Simone - Still Night Still Light
Gomez - A new tide
The Wave Pictures - If you leave it alone
Casiotone for the Painfully Alone - V.S Children
Eulogies - Here anonymous
Conor Oberst - Outer South
Dog Day - Concentration
My Latest Novel - Deaths & Entrances
Scott Matthew - There Is An Ocean That Divides
Lacrosse - Bandages for the heart
Bombay Bicycle Club - I Had The Blues But I Shook Them Loose
Sophia - There Are No Goodbyes
All Smiles - Oh For The Getting and Not Letting Go
Melodium - Lulabies for adults
White Rabbits - It's frightening
Wilco - Wilco
Danger Mouse and Sparklehorse - Dark Night Of The Soul
Eels - Hombre lobo
Sébastien Schuller - Evenfall
Windmill - Epcot Starfields
The Rumble Strips - Welcome To The Walk Alone
The Lovely Feathers - Fantasy Of The Lot
Let's Wrestle - In The Court Of The Wrestling Let's
Our Family Name - Begin At The Beginning
Sunset Rubdown - Dragonslayer
Deer Tick - Born on Flag Day

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ALEK POPOV - Missione londra CZESLAW MILOSZ - Poesie

MORDECAI RICHLER - Le meraviglie di St. Urbain Street NORMAN RUSH - Accoppiamenti


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martedì, maggio 10, 2005

SPIZZICHI & BOCCONI
(un weekend torinese @ Fiera del libro)
 
SABATO
 
Un risveglio un po’ così...
ieri sera la penultima scena è stata un partita a ping-pong, dove più che prendere la pallina menavo la racchetta contro zanzare inesistenti. E stamattina quelle zanzare ci sono ancora, solo nella mia testa sbilenca però.
L’ultima invece una serie di parole e sensazioni, dove delle prime adesso c’è poca traccia, ma delle seconde porto ancora i segni sulla mia pelle.
Non importa. La prima sigaretta affacciato alla finestra  con un sole estivo che mi fa socchiudere gli occhi (come se mai li avessi aperti veramente!) e una doccia in grado di ridare un po’ di freschezza ai miei lineamenti solo poco prima accartocciati nello specchio. Pronti? Via!
Il tempo necessario per mettere un paio di boxer-calze-una maglietta-spazzolino-lenti e annessi in una delle TRE borse di smartolin, passare a prendere Silvia e il futuro Matteo nel suo pancione,  siamo in direzione Torino su un’autostrada rovente, vittima di costanti sventramenti e sobbalzi di corsia.
 
In macchina è un frusciare di giornali, suoni cellularizzati e un ritmico sfilare di nomi, persone, numeri, ruoli. Loro due fanno piani, studiano incontri, presentazioni e impegni inderogabili. Peccato che Matteo ancora non possa sentirmi o forse sì? il problema comunque è che non ho ancora molto da dire. Insomma: mi sento come un conducente di auto blu.
 
Arriviamo in fiera dopo esserci trovati d’accordo tutti e tre che Torino non è poi così male come città, sicuramente molto più verde di Milano.
All’ingresso loro due tagliano per la porta riservata agli addetti ai lavori (che sfrutterò da imbucato domenica) mentre io, come al solito, mi lascio intortare da uno dei tanti ragazzi di colore all’ingresso.
“Ciao amico” – “Senegal” – “Dammi un sigaretta” – “Questo te lo regalo” – “Allora quanto mi dai?”, me ne vado con un libro che non so più dove ho messo e un elefantino che gli dico, già so: va messo vicino a una finestra, proboscide verso l’sterno e coda verso la porta.
Il primo passo è fin troppo semplice, lo stand minimumfax è il primo che si vede appena entrati.
Ob1 è intento a vendere un libro quando mi avvicino(è come me lo ricordavo, un “furetto napoletano”), ci salutiamo (“ma l’ultima volta non eri così alto?”, mi dice quando gli passo un braccio attorno alle spalle) e subito iniziamo un ragguaglio sulla situazione in generale e sul party di ieri sera. Al quale sarei andato volentieri, se solo non lo avessi saputo alle cinque e mezza di pomeriggio con Smartolin ancora a Milano e un ritorno a casa base senza orario definito.
Mentre parliamo sento la presenza di qualcuno alle mie spalle, ma ancora di più la stretta e un accento romano: “Eccoti qua”. E’ Marco che mi abbraccia. Il gesto, cosa già successa tempo fa alla presentazione di “Manuale per ragazze di successo” complici Paolo e lo stesso Marco, mi sorprende. Di sicuro perchè io non il tipo di persona così aperta, calorosa, forse perchè “su” al nord questo tipo di saluto raramente si trova e poi comunque non è che siamo amiconi di lunga data, nonostante la passione in comune.
Non faccio in tempo a dirgli qualcosa che un ragazza di fianco a lui mi dice: “Ma tu sei XXXXX YYYYY?” e io che rispondo tra l’imbarazzo e lo stupore “Sì, perchè?”.
“Perchè ho il tuo manoscritto da mesi sulla mia scrivania. Scusami, ma nell’ultimo periodo non ho avuto molto tempo”.
Allora capisco (ne avevo già parlato con Marco alla presentazione di cui sopra) è Lorenza, uscita temporaneamente dai ranghi di minimumfax causa maternità e destinataria da parte della sorte di un manoscritto da me spedito in casa editrice due anni fa.
Dopo averle detto che non c’è nessun problema, che come avevo già detto a Marco lo possono, anzi devono buttarlo immediatamente nel cestino, rimaniamo a parlare ancora un po’, fino a quando il piccolo gruppetto si sfilaccia.
Lascio ob1 allo stand (in due giorni l’ho visto allontanarsi solo due volte, uno per cambiare l’acqua al merlo e l’altra per mangiarsi un cornetto, dopo averlo visto divorare da Smartolin) e mi faccio un giro in solitaria per la fiera.
 
Passo da Sironi per vedere, toccare con mano finalmente, dopo un anno di bombardamento world wide web, Perceber di Leonardo Colombati. Allo stand c’è Giulio Mozzi, ma oggi passo e basta, domenica con la compagnia di Matteo faremo una piccola chiacchierata.
Lo stand IBSN è una farsa, con tanto di uomo dotato di radiomicrofono che vende pelapatate e oggetti simili da mercato domenicale, quasi quanto l’edizione del libro di Pancake (brutalizzato da non so quanti refusi e una traduzione che lascia mille dubbi addirittura in una persona come me che non ne capisce molto).
Fanucci solo a vederlo, con la camicia fuori da dei pantaloni di un colore tra il rosa e l’arancione e con quei suoi occhialetti, mi fa simpatia.
Arrivo fino alla zona bambini, per vedere se trovo Stefano da Edizioni Clandestine, ma di parrucche rasta neanche l’ombra e già che ci sono, è lì di fianco, do un’occhiata a Marcos Y Marcos.
Ritorno da minimumfax e passo il pomeriggio con ob1, oscurando per tutto il tempo, come ci fa notare Daniele, il cartonato di Barthelme, cosa che sinceramente non dispiace a nessuno dei due.
Alle 18.30 volevo andare a vedere la presentazione di un libro dove ci sono racconti di vari autori, tra i quali  qualcuno che era con me in Dammi Spazio e altri titolari di blog che ogni tanto leggo, ma quel sapore amarognolo, mia croce e delizia, mi inchioda all’happy hour dello stand di minimumfax.
Arriva anche Smartolin, dopo un giro con Silvia “l’istruttrice” tra sala stampa, addetti stampa, editori stampa e stand stampa (se non si fosse capito, basta aggiungere stampa ovunque) e decidiamo di andare a vedere la presentazione del nuovo libro della Parrella.
Premetto che raramente ho assistito a delle presentazioni vivaci e vi dico subito che questa non è stata un’eccezione. Lei legge qualche pagine di un racconto e poi il relatore, Filippo La Porta che ha sostituito Mauri previsto come da programma, inizia a dissertare. La premessa “ho iniziato a leggere il libro ieri e alcuni racconti addirittura oggi” non è delle migliori, se poi ci aggiunge che un racconto su quattro non gli è piaciuto... dopo un quarto d’ora, forse anche a causa delle innumerevoli birre consumate a scrocco allo stand minimumfax, rischio di addormentarmi e poi lui continua a dire “poi di questo chiederemo all’autrice”, ma la va avanti a ruota libera e lei non parla mai. Usciamo.
 
Passiamo a salutare ob1 che parte stasera e andiamo a prendere la macchina.
 
L’hotel, venti euro a testa, non è poi così male come pensassimo, abbiamo pure lavandino, bidè e doccia in camera. Siccome è tardi, lasciamo le TRE borse di Smartolin in camera e dopo aver chiesto qualche suggerimento su un posto dove andare a mangiare al gestore, scendiamo in strada.
Picaro, il primo locale segnalatoci, viene scartato senza neanche attraversare la strada: tende ingiallite e tavoli completamente vuoti. Spaccanapoli, il secondo, è una normale pizzeria e quando ci dicono che c’è da aspettare almeno venti minuti, lasciamo il nome e decidiamo di fare un giro. Al secondo angolo che svoltiamo, troviamo un ristorantino dall’aria spartana, ma non troppo, a gestione familiare con un sacco di piatti sul menù. Primo-secondo-dolce-vino a prezzi contenuti e buona qualità.
Siamo stanchi, ma dopo aver letto e sentito tanto sui Murazzi, almeno questa volta voglio andarci, anche solo una toccata e fuga. Tagliando per una trasversale vicino al nostro hotel del controviale, ci imbattiamo in Pincio che sta rientrando a casa, presumibilmente con la sua ragazza. Forza del vino il tono delle mie parole esce più alto – và Pincio -, lui ci sente, si gira e per fortuna Smartolin ha il classico colpo di coda. Lo saluta, gli ricorda di una gita in macchina a una fiera di due anni fa insieme, che lui stranamente si ricorda, e dopo avergli chiesto dell’imminente uscita del suo nuovo libro, lo lasciamo alla sua notte.
Che coincidenza, penso mentre ci dirigiamo verso il lungo Po tra i lampeggianti di una retata (lo leggerò sul Mattino domani) provenienti da un parco lì vicino.
 
I Murazzi, come già mi aveva detto ob1 nel pomeriggio in fiera, non sono granché. O meglio, non all’altezza di quanto mi aspettassi. L’ambiente è bello, il lungo Po illuminato dai lampioni, la fiumana di ragazzi e 6/7 locali più o meno (molto meno) di mio gradimento. Andata, ritorno, basta un sguardo per capire che tutti e due abbiamo voglia di assumere finalmente una posizione orizzontale. Nel mezzo, tra un passo e l’altro, tra l’acquisto di qualche orecchio “solo perchè sono un po’ ubriaca” e una birra volante, parliamo di incontri, persone, sensazioni che il giorno lascia andare a domani come l’acqua melmosa nel fiume lì a fianco.
ore 1 e qualcosa
Un tiro è fatale, Smartolin piomba nel sonno dei giusti: “era da tempo che non facevo il tiro della buonanotte awhuuuu...”
ore 1 e qualcosa in più
Anche il mio ultimo, pur non essendo l’unico, tiro è fatale. Un’occhiata ai tetti di Torino, un pensiero che è come un lampo, sono sdraiato di fianco a lei e al suo ritmico ondeggiare, su è giù.
 
DOMENICA
 
ore 4 e qualcosa (credo)
“Ma lo senti sto pazzo?”, mi chiede Smartolin, dando per scontato che io sia sveglio (ancora adesso non saprei dire se lo ero o meno). Mi sembra di aver risposto “Sì” e sentito una musica di qualche cantante italiano da classifica tipo Gigi D’Alessio a palla, provenire da una distanza che non poteva superare qualche paio di metri.
ore 5 e qualcosa (credo, perchè ho cercato di vedere l’ora sul telefono, ma avendo lasciato gli occhiali a casa ed essendo senza lenti, ho visto solo delle piccole macchie luminose)
mi alzo per cercare un fazzoletto e calmare un leggero attacco d’asma
ore 9 e qualcosa (vedi sopra)
sto di nuovo guardando i tetti torinesi, sotto un cielo perfettamente azzurro, nemmeno la scia accennata di una nuvola, con in bocca la prima sigaretta della giornata.
 
In mattinata e primo pomeriggio andiamo al Castello di Rivoli. C’ero già stato due anni fa, ma l’avevamo visto solo dal fuori perchè chiuso. Dentro è ancora più bello e il cielo, oggi gigantescamente blu, dona ad ogni cosa una sfumatura particolare, smaltata.
Il museo è bellissimo, le sale sono moderne e ben organizzate in un’ala, dove c’è la mostra “Volti nella folla”. Mentre nell’altra, dove c’è la permanente, la fanno da padrone stanze dai soffitti altissimi e affrescati.
La permanente è carina, a tratti impressionante, in altri stucchevole, ma quello che più mi ha colpito sono state certe fotografie della mostra e soprattutto l’installazione finale: un stanza completamente buia, con un impianto pazzesco che manda musica elettronica e u video dove passa la ripresa di un dj (punto di vitsa: due metri dietro di lui) sul tetto di un palazzo a Tirana nell’ultimo dell’anno. Sotto un telo di plastica, perchè pioveva a dirotto quando hanno fatto la performance, seleziona musica con in sottofondo e in lontananza, il rumore e i bagliori di centinaia di fuochi d’artificio. Potente!
Dopo un pranzo, sotto un sole estivo e una visuale sulla periferia verdissima di Torino, alla caffetteria del museo, è tempo di tornare al Salone. Forse non vorremmo farlo, anzi ne sono sicuro, ma lei deve lavorare e io trovarmi con Matteo.
 
La scena si ripete come il giorno prima. Di differente, prima che Smartolin schizzi in direzione sala stampa per poi assistere alla presentazione di un libro di una casa editrice per la quale curano le relazioni pubbliche, c’è che anch’io entro tra i privilegiati e così facendo, evito di portarmi a casa l’ennesimo elefantino.
Di nuovo ho davanti lo stand minimumfax, solo che non credevo... ob1 c’è ancora – la mia ragazza mi ha detto se vuoi rimani lì, tanto io devo studiare, allora sono rimasto – mi dice e io sono contento di ritrovarlo.
Conosco Leonardo, che mi ringrazia per i cd che ho spedito in casa editrice, e subito inizia a sfottermi per il goal della Juve nella partita “decisiva” in corso e arriva anche Matteo, accompagnato da due suoi amici.
Saluti, presentazioni, riconoscersi dopo essersi visti una volta sola, ma parlati innumerevoli sul forum, andiamo a fare un giro per la fiera, ovviamente lasciando ob1, che non ne vuole sapere di staccarsi, allo stand minmumfax.
 
Li porto, riporto per me, da ISBN per fargli ammirare lo scempio, da Marcos Y Marcos e poi da Alet dove convinco Matteo, assistito dal ragazzo dello stand (editore? ho il dubbio) disponibilissimo a spiegare la nascita di alcuni libri da loro pubblicati, a comprare un paio di libri (Vollman & Marcus).
Nel mezzo abbiamo uno scambio di saluti (Buongiorno – Buongiorno) con Veltroni accompagnato da un quadrilatero di guardie del copro, un incontro con Elisabetta Sgarbi dalla quale Matteo tempo fa ha rischiato di farsi risucchiare tutta la sua linfa giovanile e la presa per il culo di Pinketts (visto a uno stand di una casa sconosciuta, ci siamo chiesti come mai? ma girato il primo bancone l’arcano si è svelato sotto forma di due bottiglie di spumante! la sua faccia paonazza unita a parole sbiasciate, non giocava a sua discolpa).
Smartolin mi manda un messaggio per dirmi di andare alla presentazione e fare numero, anche se poi non ce ne sarà bisogno, ma noi veniamo catturati letteralmente allo stand di Sironi. Prima da tale Chouckdrian (che scrive per Stilos) un pazzo dagli occhi sotto “effetto risacca” che cerca di intortarci in mille modi, sotto lo sguardo allibito dello stesso Mozzi, e poi da Giulio con il quale ci fermiamo a parlare di Perceber e altri volumi della collana Indicativo Presente. Mozzi è simpatico, non me lo sarei aspettato, anche se non so dire esattamente il perchè del contrario. Ala fine, complice soprattutto quel marpione di Matteo che cerca di broccolare la ragazza dello stand, ci lasciamo fotografare da Mozzi in una foto a quattro come testimonial del libro (sono già preoccupato per la mia faccia da cazzo che finirà sul sito!)
Passiamo da qualche altro stand ed è tempo di una birra per preparare la trachea in vista dell’happy hour minimumfax (again!). Fuori, seduti sui gradini all’ingresso, cercando di catturare uno degli ultimi raggi di sole di questa giornata perfetta, si parla, ancora! direte voi, di libri. Però anche di musica, visto che Matteo è fine intenditore (io in confronto mi definisco appassionato) e pure praticante o forse ex? Mi piace parlare con lui, e con i suoi amici, mi piace sentire quell’accento emiliano così vivo.
 
Quando scatta l’ora X, le 18.30, Matteo si alza dicendo: “un’altra birra? io ho già le gambe molli dopo questa!”, sorrido ma non aggiungo altro, già so... dopo una decina di minuti a lato della ressa formatasi allo stand, Marco ci intima di sostituire ob1 all’abbeveraggio (o meglio, lo dice a Matteo, perchè credo sappia e di sicuro lo so io visto che lo anticipo: se lo fai fare a me peggio per te, ogni due che do via, una me la bevo).
La catena però è già in movimento: ob1 si rilassa, o fa finta perche tanto rimane lì in zona, io prendo le birre dal frigo, Matteo stappa e continua a pressarmi dicendomi di aumentare il ritmo con un sorriso reso un po’ ebete dalla birra e Marco versa e distribuisce i bicchieri.
Ci divertiamo e nel frattempo di beve, aumentando il divertimento, fino a quando arrivano anche Smartolin e Silvia che salutano Marco, l’happy hour finisce e per noi (tutti) è tempo di andare, ma una persona che vorrei salutare, almeno scambiarci due parole, dopo averla vista in giro tutta la giornata e soprattutto averlo sentito più volte via mail, è Nicola.
“Adesso gli chiedo di Materia”, mi dice Smartolin, “però mi sembra timido”. E in effetti anche a me, però io (?!?!) faccio le veci per tutti e tre  e rompo... parlano un po’ di Materia e poi mi dice “Tu sei Pessoa?”, parliamo per un po’ di racconti da inviare o meno e poi finisce, noi dobbiamo andare perchè Silvia non ce la fa più e a Nicola suona il cellulare.
Salutiamo Matteo, che continua ad avere quel sorriso stampato, e i suoi amici.
Saluto Leonardo con la promessa di farmi risentire, ma anche no, a fine campionato.
Saluto Marco, che mi rompe perchè non sono andato alla presentazione di Lipsyte, ed è un altro abbraccio inaspettato quanto gradito.
Ci incamminiamo, ob1 a traino al quale diamo un passaggio a Milano, in direzione parcheggio.
 
Al ritorno, fino alla sosta all’autogrill per le voglie di Silvia, la macchina è ancora viva, si parla stranamente ancora di libri, editori, ecc.
Quando ripartiamo, l’autostrada con le sue luci smorzate, anche se onnipresenti, sembra cullare il retro-treno: Silvia si acquieta e ob1 si addormenta. Io e Smartolin continuiamo a parlare, intervallati dalle note del lettore cd e dai rumori della mia Yaris disastrata, fino a quando Milano spalanca la sua tangenziale a tripla corsia.
Ob1 in zona Palamazda, Smartolin nella sua nuova casa, una laghi a fuoco e Silvia in via Rienza. Io parcheggio lontano, causa asfaltatura nelle vie vicino casa, prendo un paio di boxer-calze-una maglietta-spazzolino-lenti e annessi, mi incammino.
Butto tutto sul divano e il moto gravitazionale coincide con la stanchezza che sale dalle gambe fino alle spalle, ma un poco più sopra non riesce ancora ad arrivare.
C’è il tempo il tempo un cielo e tetti comaschi, da dove tutto è partito, e un grazie sentito a chi ha condiviso con me queste giornate, facendole diventare...
 
P.S. Oggi volevo andare a letto presto e “ricaricarmi”, invece sono le 01.38, mi sono accorto di aver finito le cartine e adesso devo pure scendere al distributore... che vita infame!
 
[il presente resoconto è frutto di una “battuta” quasi improvvisa, a pelle, perchè o la facevo subito oppure perdeva il suo senso; questa la mia visione.
Smartolin... metà di un blogger
Silvia... collega di Smartolin
Matteo(1)... figlio di Silvia, a breve.
ob1... forumista minimufax
Marco... Cassini editore minimumfax
Lorenza... Pieri responsabile sito minimumfax
Paolo... Cognetti scrittore minimumfax
Stefano... Lorefice scrittore e blogger
Daniele... Di Gennaro editore minimumfax
Pincio... Tommaso scrittore
Leonardo... Palmisano responsabile corsi e sito minimumfax
Matteo(2)... forumista minimumfax
Nicola... Lagioia scrittore e responabile collana Nichel]
 
***
 
AGGIORNAMENTO DELLE 15.50:
qui c'è la prima e unica foto/testimonianza; Matteo che broccola (al centro), il suo amico a sinistra e il sottoscritto a destra. Si ringrazia Giulio Mozzi.

Postato da: subliminalpop alle 09:28 | link | commenti (7)
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Commenti
#1   10 Maggio 2005 - 15:50
 
azzo fai mi cancelli i commenti???
delicious
utente anonimo

#2   10 Maggio 2005 - 15:52
 
no, scusa delicious ma modificando una cosa nel post ho fatto il danno cancellando tutto.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente subliminalpop

#3   10 Maggio 2005 - 18:05
 
va beh, scusato! mi sembrava strano visto che era un commento affettuoso...
delicious
utente anonimo

#4   10 Maggio 2005 - 18:06
 
fantashtico resoconto!!! =D
ho appena shbattuto il mio sul forum. anche se mancano molti, moltissimi pezzi...
statt' bbuon'
=D
utente anonimo

#5   11 Maggio 2005 - 11:17
 
"Mozzi è simpatico, non me lo sarei aspettato, anche se non so dire esattamente il perchè del contrario".
La risposta è facile: in effetti, io non sono simpatico. [gm]
utente anonimo

#6   11 Maggio 2005 - 11:21
 
non è vero Giulio! o magari quel giorno eri malato ;) quindi non nella tua forma "migliore".
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente subliminalpop

#7   15 Maggio 2005 - 17:32
 
a una settimana di distanza mi gusto il resoconto...meta di un blogger.
utente anonimo

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